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Andrea Di Cesare

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VERONA SI MACCHIA DI UN DELITTO VERGOGNOSO, POCO DOPO AVER DELIBERATO LA PRESENZA DEGLI “ASSISTENTI CIVICI”

QUANDO IL MARCIO SI NASCONDE IN CASA PROPRIA - viva l'intolleranza zero.

Cosa dire in merito all’ondata xenofoba che sta invadendo la morale, o la moraluccia piccoloborghese degli italiani? Cosa dire di un fatto tanto crudele quanto stupido accaduto in una città del benestante Nord Est, dove si guarda agli extracomunitari come agli unici veri pericoli per la collettività, quando ad ammazzare, spietatamente e senza ragione, sono anche – in certi casi - proprio i “nostri” ragazzi?

La psicologia insegna che l’essere umano – per autodifesa e per negazione – proietta all’esterno paure che albergano proprio dentro di lui. La psicologia insegna che i capri espiatori su cui si concentra l’ostilità di una persona, di un gruppo di persone o addirittura di una intera comunità, altro non sono che figure che richiamano parti non accettate di noi stessi, che noi stessi individuiamo all’interno della nostra coscienza, e delle quali cerchiamo di liberarci attribuendole ad altri, in questo caso, nel caso della xenofobia di matrice leghista e politica, agli extracomunitari. Stiamo attenti, la Storia ci insegna che questi atteggiamenti sono molto pericolosi. Qualcuno sta addirittura negando che certi fatti storici siano davvero avvenuti. Stiamo attenti, perché così stiamo tornando pericolosamente indietro di sessant’anni, stiamo dimenticando quanto ideologie crudeli e nefaste abbiano portato l’umanità all’abiezione del nazismo, col consenso di una popolazione che appoggiava il delirio paranoideo di un dittatore, in quella che fu un’orgia di massa di morte e distruzione. Lo spirito dionisiaco è tuttora molto forte, fa parte dell’essere umano, ma va vigilato con il lume della ragione, altrimenti genera mostruosità.

Quanto è accaduto a Verona, è il simbolo di un degrado che affonda le sue radici nell’intolleranza e nel benessere. Verona ha inaugurato da poco, grazie al suo nuovo sindaco Flavio Tosi, le ronde civiche. Non possiamo negare quanto zingari ed extracomunitari non integrati nel tessuto sociale e lavorativo italiano danneggino la normale convivenza fra persone. Ma nulla mi vieta di pensare a quanto marcio si nasconda proprio nelle case piccoloborghesi e rispettabili degli italiani, quando abbiamo giovani ragazzi - italiani – che uccidono tanto quanto gli extracomunitari, spinti da altrettanta inciviltà e barbarie, che credevamo non albergasse più nelle coscienze di persone integrate, e socialmente avvantaggiate, appartenenti a una nazione democratica come l’Italia. 

Riprendo un articolo apparso su LaStampa.it:

Hanno i braccioli sia alle estremità e sopratutto in mezzo: sono le nuove panchine che il Sindaco di Verona, Flavio Tosi, sta facendo sistemare in città. Spariranno quindi le classiche panche, dove sbandati, barboni e poveri, si sistemavano per riposare. Il prototipo, scrive oggi il quotidiano diretto da Ugo Savoia, il «Corriere del Veneto», è stato installato ieri nei giardini di piazza Indipendenza, in quella che diventerà un’area pic nic legalè vista l’ordinanza che in città vieta di mangiare in molte aree storiche, per questione di decoro.

«Diamo seguito a quanto annunciato nei mesi scorsi in tema di decoro e ordine pubblico: le aree pic nic - afferma il sindaco Flavio Tosi - sono la logica conseguenza all’ordinanza che vietava di consumare cibi e bevande in prossimità dei monumenti più importanti della città». Ma le panchine dei sei punti di ristoro hanno delle particolarità e ricalcano quelle sistemate nella città di Belluno: «Le strutture in ferro - spiega l’assessore ai Giardini e all’Arredo Urbano Paolo Tosato - oltre a riprendere lo stile delle panchine già presenti, non si prestano ad imbrattature, scritte di vario genere e gesti vandalici. Inoltre, hanno una sorta di bracciolo a metà per evitare che possano essere usate per sdraiarsi o per dormire. Prossimamente, analoghe soluzioni verranno estese anche per altre panchine in giro per la città».

Verona si conferma quindi come città attenta al decoro, al vivere civile e al senso estetico. Nicola Tommasoli, per aver rifiutato una sigaretta, ora è in fin di vita.

4 maggio 2008

Andrea Di Cesare

(© Andrea Di Cesare, 2008)

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