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La
Valle D’Aosta è nota come la Regione che annovera al suo interno
il Monte Bianco, il Gran Paradiso, il Cervino e il Monte Rosa.
Quattro grandi 4000 che hanno segnato, ognuno in modo e in tempi
diversi, la storia dell’alpinismo. Faccio questa prima
considerazione, dedicata a chi le montagne le scala, o le ha
scalate, per passare oltre, e dire subito che la Valle d’Aosta –
come dimostra questo libro – è un territorio multiforme, segnato
da tante micro-realtà proprio laddove i percorsi dell’alpinismo
ufficiale sono meno evidenti, e praticati, ovvero, nelle valli
laterali, meno conosciute, ma che sono il cuore, il fulcro della
valdostanità.
Questo è un ponderoso libro che va alla ricerca della valdostanità,
una caratteristica delle genti, delle vallate, che corre sul filo
della Storia, fatta di tante narrazioni, a partire da quelle dei
primi pellegrini e viaggiatori, sino ad arrivare a quello che è il
turismo dei nostri giorni, che ne apprezza, oltre alle montagne,
la gastronomia, l’architettura, la musica e la letteratura.
Grande alpinismo, ma anche grande tradizione turistica ed
escursionistica. Qui la montagna è per tutti, anche per anziani e
bambini, essendo questo territorio abitato da vallate molto dolci,
pendii alla portata del medio camminatore. La sezione d’apertura
del volume è dedicata alla storia dell’alpinismo in questa
Regione, con le prime imprese sul Monte Bianco e sul Cervino.
Naturalmente i due Autori non potevano non citare la tragedia
occorsa a Whymper e alla sua cordata sul Cervino. La galleria
fotografica ricorda personaggi celebri, come Adolphe Rey,
alpinista del Monte Bianco, Amilcare Crétier, Giusto Gervasutti,
Walter Bonatti, Giorgio Bertone, Alessandro Gogna, solo per citare
gli alpinisti che si sono distinti per grandi imprese in parete;
ma ci sono altri nomi, altri volti, che alla Valle d’Aosta sono
stati legati profondamente, se non dall’alpinismo, dall’amore per
la montagna: Primo Levi e Vittorio Foa, ma l’elenco sarebbe molto
più lungo.
Questo libro, come si diceva, non trascura altri aspetti della
Regione, come la musica e il canto, l’architettura, la
gastronomia, la cartografia, la formazione del paesaggio, cui
dedica delle sezioni specifiche. |