|
|
ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
|
QUANDO I MEDIA CREANO I MOSTRI TRANS ESCORT E POLITICI A CONFRONTO Che l’Italia sia da sempre un Paese sessuofobo non è un mistero. La lunga mano di un radicato cattolicesimo più bigotto che di vera professione di fede, ha fatto sì che, negli anni ’70, proliferasse l’arte della pruriginosa commedia all’italiana, spesso ambientata nella location più congeniale al perbenismo cattolico, il Nord Est. In una nazione dove la politica, dall’epoca delle stragi e del terrorismo rosso e nero, non ha mai mostrato un volto aperto e decifrabile, in una nazione che custodisce gelosamente i suoi insoluti tanti misteri, era naturale si giungesse a una situazione di accentramento del potere politico e informativo nelle mani di un’unica o poche persone, e ciò, dacché la loggia P2 avviò il Piano Rinascita, è stato la normale conseguenza di una logica che vede il potere elettivo del popolo sempre più distante dalla politica e dai diritti che essa dovrebbe garantire all’elettorato. Gli ultimi 15 anni di storia politica italiana dimostrano quanto lo scollamento fra politica ed elettori si sia radicato e accentuato, con una classe politica, sia a sinistra che a destra, sempre più arroccata sulle proprie difensive, sempre più distratta rispetto alle esigenze della popolazione, più attenta e impegnata a difendere le proprie posizioni, che ad aiutare il Paese. E’ un clima di decadenza da antica Roma. E’ in questo clima di totale decadenza, che si sono registrati i tanti scandaletti sessuali che hanno colpito alcuni politici italiani negli ultimi mesi, senza fare nomi. E visto che siamo nella cattolica Italia, cosa più del sesso poteva essere utilizzato per screditare un tale o talaltro personaggio? Con una aggravante rispetto alla collegaglia politica statunitense: in Italia il politico accusato di uno scandalo sessuale non ammette la sua colpa, anzi, la nega sino all’ultimo, sino a quando non sia stato messo alle strette. A dimostrare che in Italia il sesso è tanto desiderato, inseguito, adorato, quanto temuto, quando i suoi effetti infamanti si rivoltano contro l’infamato. Abbiamo così una duplice forza deflagrante che rende lo scandalo sessual politico doppiamente micidiale nel nostro Paese: l’opinione pubblica che accusa, e la profonda disperazione – sino all’impossibilità di redenzione – dell’accusato. Due forze contrapposte che, invece di autoelidersi, si potenziano a vicenda. In Italia uno scandalo sessuale pregiudica pesantemente la dignità della persona, tanto che non valgono i suoi pentimenti, le sue scuse, le sue reiterate richieste di perdono a redimerla. La disfatta è su tutta la linea, senza alcuna possibilità di recupero morale ed esistenziale, diversamente da quanto accade negli Stati Uniti, dove una ammissione pubblica è sufficiente a riabilitare il personaggio che si è macchiato. In Italia i nemici politici vorrebbero l’annientamento prima morale, poi fisico, dell’empio, atteggiamento che rimanda a una millenaria tradizione farisaica mai del tutto estirpata. Nello scandalo sessuale c’è sempre una vittima e un carnefice. Chi viene abusato e chi abusa. Oppure, c’è l’illiceità di una relazione, uomo con uomo, uomo con trans. In tutti i casi, se non c’è sempre l’abusato, c’è la vittima. Chi sconta la pena di una enorme, empia trasgressione. La graticola dei media è sempre pronta con le carbonelle accese a mettere a tortura i malcapitati erotomani. E talora a dare dignità a chi, prima, non ne aveva. Vediamo. Se da una parte il politico viene messo alla gogna, trans ed escort assurgono agli onori della cronaca, diventano testimoni attendibili, vengono invitati nei salotti televisivi con tutti gli onori che si danno a delle personalità. Forse l’essere stati a letto, a contatto genitale con il politico, li ha in qualche modo elevati moralmente? Se loro dal politico vengono elevati moralmente, il politico da loro viene svilito. Il politico scende, loro salgono. Il contatto è stato genitale e sessuale, paritetico, ma il livello a cui le due categorie di persone accedono è sbilanciato. Da una parte c’è il trans che, finalmente, diventa una persona, dall’altra c’è il politico che diventa un mostro. Credo che in tutto ciò ci sia qualcosa di sbagliato, di anormale. Una anormalità che va ben oltre l’anormalità di certe relazioni sessuali. Andrea Di Cesare
© Andrea Di Cesare, 2010 |
|
|