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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
QUALE TARGET PER UNA TV EDUCATIVA?
Mi è un po’ ostico pensare che un programma in onda
alle tre di notte possa educare qualcuno. A quell’ora, se troviamo delle
persone sveglie, esse saranno per lo più in discoteca a fare qualche sballo,
piuttosto che davanti alla TV a vedere un programma “educativo”. Mi chiedo
inoltre se una TV come la nostra possa ancora autodefinirsi educativa,
quando il palinsesto offre in prima serata – fascia oraria che sarebbe più
adatta all’educare – cani poliziotto, fiction scadenti e partite di calcio a
go go. Sarebbe così bello, al bar, il mattino dopo, sentire qualche volta commentare un
film di Pasolini piuttosto che, sempre e invariabilmente, i goal della Champions League; si avrebbe
l’impressione di vivere in un posto più bello, più civile, più colto.
Invece, “quante ve ne abbiamo date!” si sente dire da voci grevi davanti al
primo caffè, con buona pace per i sentimenti – alquanto educativi – di
quello che dovrebbe essere lo sport animato da corretta competizione e
rispetto dell’avversario. Non c’è più rispetto, dico anch’io citando la
famosa canzone di Zucchero, e non c’è più senso estetico del bello. E’
difficile trovare le buone maniere per strada, allo stadio, e in
televisione, all’interno di un tubo catodico che dispensa “educazione” – in
maniera inutile – alle tre del mattino, e barbarie in prima serata, dando
l’esempio di una dirigenza (dirigenza politica, dirigenza sportiva, perché
politica, malapolitica e sport – ovvero calcio - sono i temi della grande
audience odierna) capace solo di insultarsi e litigare, a volte di venire
letteralmente alle mani. La TV sembra sempre di più essere diventata
un’arena di gladiatori in lotta tra di loro, che vero luogo di confronto e
crescita culturali. Vi regna la gara a chi urla di più, a chi insulta a voce
più alta, a chi fa l’affermazione più d’effetto, a prescindere dalla sua
ragionevolezza. Nel regno del volgare imperante, si è pensato bene di
destinare un programmino alle tre del mattino dedicato all'educazione,
giusto per tacitare le coscienze, per zittire quanti potrebbero affermare
che la TV non si occupi anche di temi edificanti quali la pittura,
l’architettura, la pedagogia e via dicendo. Ho anche seguito qualcuno di
questi programmi, e volendo entrare nel merito della loro impostazione, mi
sembra evidente che essi non affrontino il mandato educativo come sarebbe
auspicabile. Mi sono, al contrario, sembrati programmi con una impostazione
fortemente intellettualistica, con una forte componente autoreferenziale,
ovvero, programmi i cui contenuti sono difficilmente comprensibili dal
pubblico medio, cui un vero intento educativo dovrebbe essere rivolto.
Quando si usano termini come bauhausiano (da Bauhaus) o duchampiano (da
Duchamp) senza spiegare cosa siano il Bauhaus e Duchamp, si pecca di
intellettualismo e autoreferenzialità, in quanto solo un pubblico che ha
(già) studiato può conoscere il significato di questi termini, e se ha (già)
studiato, non è certamente un pubblico che abbia bisogno di essere
“educato”. Dunque, questi programmi hanno un doppio difetto: l’orario e la
autoreferenzialità. Di fronte a queste scelte di palinsesto, io, come utente
che paga regolarmente il canone, mi sento anche preso per i fondelli. Andrea Di Cesare 23 febbraio 2008
© Andrea Di
Cesare, 2008