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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
©, per gentile concessione Logos
"TACCUINO DI UN
ANIMALISTA" Antón Fortes illustrazioni: Maurizio
A. C. Quarello 25X35 cm. pagg. 48 Logos, 2009 Euro 16,95 Saper
citare è indubbiamente un’arte. Copiare non è citare. Rubare non è citare.
Citare è, appunto, qualcosa di diverso, è un’arte in sé. Potrebbe essere
considerato alla stregua sì di un furto, ma ben fatto, senza scasso né
effrazione. In eleganza, nel più completo silenzio. Così
l’arte della citazione si ammanta di una luce quasi sulfurea, saturnina,
lievemente malefica? Si dice che chi citi non abbia idee proprie. Tale
affermazione è vera, ma solo in parte. La vera citazione è sì il furto
elegante di chi sa cogliere l’altrui idea, e farla propria, ma anche del
ladro che lascia la propria firma, come faceva Arsenio Lupin. Un ladro che
lascia la propria firma, firma – si potrebbe dire – qualcosa di suo, una
sua opera. Citazione, dunque, diventa sinonimo di qualcosa che non è più
l’originale, ma qualcosa di diverso, grazie all’intervento di chi cita.
Sempre che la citazione sia ben eseguita. Sempre che il ladro sia un
professionista. In ambito
di “ruberie” artistiche, chi può non considerare Quentin Tarantino, il
regista cinematografico, come uno fra i più abili “ladri” citazionisti? Ma
Tarantino firma i suoi “furti”, e a ragion veduta, essendo la sua arte del
tutto autonoma rispetto alle fonti citate. E così
veniamo a “Taccuino di un animalista”, che ci fa rivedere, con spirito
citazionista, il secolo appena passato, attraverso una rivisitazione di
alcuni quadri famosi, sostituendo i soggetti umani con soggetti animali, o
attinenti al regno e alle abitudini animalesche. Non
sfugge all’attenzione di chi scrive una - forse - delle più belle
citazioni del libro, “Gotico Corvide” ispirato al celebre dipinto
“American Ghotic” (1930) del pittore statunitense Grant Wood. Ma vi sono
citazioni anche da Edward Hopper, coi suoi interni di bar che, nel loro
sia pur marcato realismo, a chi scrive sono sempre sembrati degli acquari,
con le persone, immobili, al loro interno, sospese come pesci, proprio
come nella citazione “Acquatici” :“La si sarebbe detta un’inquadratura
fissa. La notte era immobile. (…)” (Edwar Hopper, “Nighthawks”, 1942). E
poi Magritte, Matisse, Turner, Munch, un po’ celebrati, un po’ irrisi, un
po’ citati. Andrea
Di Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2009
TACCUINO DI UN
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Antón Fortes, taccuino di un animalista illustrazioni di Maurizio A. C.
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alla stregua di un furto ma ben fatto