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Andrea Di Cesare

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SOCRATE, LA POLIS, IL BENE COMUNE

LA POLITICA NON DEVE ABBANDONARE LA RAZIONALITA'

Il dettame socratico “Conosci te stesso” è – a mio avviso – il più grande insegnamento di tutti i tempi, quanto l’evangelico “Ama gli altri quanto te stesso”. In entrambi è contenuto un importante messaggio etico, sul quale si basa la civile e democratica convivenza tra le persone. Il concetto stesso di “persona” non può che edificarsi all’interno di questa cornice di valori etici, ancora insuperati e insuperabili da circa 2 mila anni. Siamo figli dell’Occidente e del concetto greco di Polis, siamo esseri pensanti oltre che emozionali, sociali oltre che pulsionali/individuali. In quanto tali non dobbiamo mai abbandonare il controllo su noi stessi e sulle nostre emozioni, in quanto dobbiamo prima di tutto conoscere noi stessi, prima di dedicarci a qualsiasi altra attività, intesa nella sua dimensione etica e sociale. La politica non dovrebbe mai allontanarsi dal primato della razionalità, in quanto una politica che cavalchi le paure e l’emotività per raccogliere voti fa il male della Polis, oltre che di se stessa. La politica nella sua accezione più alta dovrebbe educare i cittadini, prima che governarli, magari nell’ignoranza. Nell’antica Grecia, la rappresentazione della tragedia aveva una duplice funzione: politica/normativa e educativa. Le norme sono una cosa buona quando esse si generano all’interno di una sfera educativa e condivisa secondo il concetto di bene comune, che non può essere il solo bene del singolo. La politica non può essere un fatto privato. Socrate è andato incontro alla morte, accettando la pena a cui venne condannato, in nome di una Legge che rispettava, per quanto applicata ingiustamente nei suoi confronti.    

Milano, 1 maggio 2008

Andrea Di Cesare

(© Andrea Di Cesare, 2008)

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