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Andrea Di Cesare

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ROCCO SCOTELLARO

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento  diretto da Achille Biele

Rocco Scotellaro (Tricarico, 1923 – 1953), fu uomo pubblico, ingiustamente incarcerato, e intellettuale di spicco nei suoi anni. L’esperienza del carcere gli diede spunto per il romanzo “L’uva puttanella”.

Intellettuale impegnato, si dedicò anche a studi sociologici sulla condizione dei contadini nel Meridione (“Contadini del Sud”, 1954).

Sempre del ’54 è la raccolta di poesie “E’ fatto giorno”, che vinse il Premio Viareggio. Inserito nel neo realismo poetico, Scotellaro ha dato voce ai molti contadini che, da sempre, erano senza voce nel Meridione d’Italia. Tutte le sue poesie sono state pubblicate postume, essendo l’Autore morto a soli trent’anni.

Il dramma dell’esistenza dei contadini e dei braccianti è reso vivo e palpitante nelle sue poesie, iniziate a scrivere nei primi anni ’40. Il tentativo di rendere in forma epica la vicenda contadina, è di grande attualità anche oggi. Naturalismo efficace e diretto, quello di Scotellaro, che usa immagini vive e concrete, povere di retorica ma ricche di significato.

Sue opere sono:

“E’ fatto giorno”, 1954; “Contadini del Sud”, 1954; “L’uva puttanella”, 1955.

 

 22 ottobre 2004

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2004

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