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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
SANDRA MARZORATI
LE CITTA’ APOCALITTICHE
di Andrea Di Cesare
© per
gentile concessione Sandra Marzorati
Nei dipinti di Sandra Marzorati si coglie il senso della
sospensione delle cose e del tempo. Paesaggi dalla resa
astratta, collocati in un luogo metafisico, privi della
presenza di persone vive, che comunicano - come già
altri hanno detto - l’assenza di un soggetto che, nella
sua assenza, si fa imperiosa presenza.
Tacere, obliare, è forse la tecnica migliore per mettere
in risalto ciò di cui si tace, soprattutto se il tacere
è reiterato, insistito, sottolineato di continuo. Cosa
ci tace, e ci dice, nei suoi paesaggi composti di una
astrazione costruita, Sandra Marzorati? Spesso
Sandra ci racconta di una catastrofe, come nel quadro
“Città dell’Aquila”, ma non sempre il riferimento della
sua pittura è a un fatto concreto e accaduto ma, direi,
a un’attesa cosmica, incombente, che qualcosa accada.
Qualcosa non necessariamente di terribile, ma piuttosto
di sconvolgente in senso psicologico, che attiene alla
sfera interiore più che a quella esteriore. I messaggi
che Sandra Marzorati ci lancia nelle sue composizioni,
appartengono al registro emotivo dell’allarme,
dell’ansia e dell’attesa, secondo una rappresentazione
della città contemporanea che non sfugge a una lettura
apocalittica.
Le nostre città sono diventate teatro di violenza e di
soventi catastrofi. La post modernità in cui siamo
immersi, ci ha abituati all’attesa apocalittica, al
terrore, a una serpeggiante e subdola, attanagliante
inquietudine, visti i pericoli delle città, più
percepiti nella loro fantasmatica accadibilità, che non
nel loro reale accadere. Ecco, forse, cosa ci comunica
Sandra, il senso di un’assenza relativo a una sicurezza
perduta, a un Eden perduto, a una innocenza perduta. E
per questo, forse, quella di Sandra è anche una visione
più matura, disincantata, disperatamente reale pur nella
sua astrazione, della città di oggi.
Le tele di Sandra Marzorati raccontano quanto appena
detto, con il tocco spatolato di colori accesi,
accostamenti cromatici crudi, violenti, quasi a
significare una lotta titanica tra elementi in
equilibrio. La ricerca lirica del racconto, è accostata
a una resa plastica rigorosa, derivata dagli studi di
architettura della pittrice, impregnati di una cultura
razionalista, modernista, che riassume le più importanti
scuole del ‘900. Vi si può ritrovare la ricerca della
linea e dell’equilibrio di un Kandinskij, una simile,
affannata musicalità, ma anche la purezza lirica,
classicheggiante e più silente di un Henry Moore, o il
gusto compositivo di Le Corbusier. Gli accostamenti
sarebbero infiniti, coerenti con il gusto e la cultura
raffinata della pittrice Sandra Marzorati. Andrea Di
Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2010