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Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3849 POLEMICA INUTILE. Lo scontro tra Franco Siddi e Lorenzo Del Bocca fa soltanto male alle istituzioni della professione. Il segretario generale della Fnsi chiede un Consiglio nazionale dell’Ordine di sole 12 persone affiancato da un Giurì per la tutela della privacy; Consigli regionali di sole 5 persone. Il presidente dell’Ordine contrattacca: “La Fnsi punta al fallimento della riforma dell’ente”. In coda il progetto di legge.
Roma, 13 maggio 2009. E’ scontro tra titani sul futuro dell’Ordine dei Giornalisti. “Il segretario della Fnsi – si legge nel sito dell’Ordine nazionale - ha rilasciato gravi dichiarazioni sull’ipotesi di riforma dell’Ordine dei giornalisti, presentata in Parlamento. Le affermazioni, non smentite e riportate sullo stesso sito della Fnsi, appaiono per molti aspetti sconcertanti”. Che cosa ha detto Franco Siddi, segretario generale della Fnsi? Ecco come l’Ansa del 9 maggio ha riassunto il suo pensiero: “Un consiglio nazionale di sole 12 persone affiancato da un giurì per la tutela della privacy; consigli regionali di sole 5 persone. Franco Siddi, segretario della Fnsi, il sindacato dei giornalisti, intende spingere per una riforma dell’Ordine professionale della categoria ancora più radicale di quella proposta dal Consiglio nazionale nel documento di indirizzo approvato a Positano il 16 e 17 ottobre scorsi, sul quale si basa una proposta di legge bipartisan firmata dai parlamentari Pisicchio, Zampa, Pionati, Mazzucca, Merlo, Giulietti, Rao, Salvini e Lehner. “Sarebbe già un passo avanti”, dice Siddi, “ma si può fare di meglio”. Fra le proposte di Siddi, la semplificazione della procedura disciplinare, l’esercizio del voto e la partecipazione agli organi dell’Ordine solo per chi non ha smesso di svolgere l’attività professionale; l’abolizione dell’iscrizione a vita all’Ordine dei pubblicisti oggi automatica dopo un certo numero di anni. Intoccabile, per Siddi, solo l’articolo 2 della legge istitutiva dell’Ordine che regola autonomia professionale e rispetto delle fonti”. Al segretario della Fnsi – “il quale ha lamentato interferenze dell’Odg quando l’Ordine ha tentato di portare a conoscenza dei colleghi il contenuto di quella che era allora una ipotesi di contratto” – ha risposto il presidente del Consiglio nazionale dsell’Ordine, Lorenzo Del Boca: “Se non fossero direttamente attribuite al segretario generale della Fnsi, le dichiarazioni di Franco Siddi, a proposito della riforma dell’Ordine, finirebbero catalogate fra le chiacchiere in libertà, scarsamente informate e velleitariamente inconcludenti. Il fatto che provengano dal vertice del sindacato dei giornalisti le colloca, invece, fra le provocazioni, destinate a produrre contraccolpi rilevanti, forse a vanificare o, quasi certamente, a complicare le infinitesime opportunità che oggi esistono di ottenere una significativa riforma legislativa che ci riguardi. Che sia questo il fine – scopertamente demagogico – dei “consigli” di Franco Siddi? Dopo discussioni che ci hanno impegnati per una ventina di anni, dodici dei quali trascorsi per elaborare un progetto condiviso, denominatore comune delle istanze più significative della nostra complicata categoria, si è arrivati a un testo di legge firmato da parlamentari che militano in schieramenti diversi e, talvolta, aspramente antagonisti. Un buon viatico per ottenere dei risultati concreti se, dal sommo della sua carica, il segretario del potente sindacato nazionale, finalmente libero da impegni cogenti, avendo appena chiuso il delicato compito sul contratto di lavoro, non comunicasse che la nostra riforma così concepita non va bene, che occorre dell’altro, che è tutto sbagliato e tutto da rifare. Anche scontando qualche contraddizione in materia: Siddi, per l’Ordine, vorrebbe dodici consiglieri nazionali (nemmeno uno per regione) ma gli vanno bene i 200 (fra consiglieri, revisori, probiviri) della Fnsi che dirige. Al di là delle sue proposte che, nel concreto, risulterebbero irrealizzabili resta il fatto che i parlamentari più impegnati nel tenere in conto le nostre esigenze avranno la tentazione di chiamarsi fuori per evitare di inciampare in polemiche che li coinvolgerebbero direttamente. Per ottenere – fintamente – l’ottimo, si corre il rischio di rinunciare anche al buono”. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° Testo in: http://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=3828 Presentata alla Camera. PROPOSTA DI LEGGE D’INIZIATIVA DEI DEPUTATI PISICCHIO, ZAMPA, MAZZUCA, PIONATI, MERLO, GIULIETTI, RAO, SALVINI e LEHNER
NORME RELATIVE ALLA RIFORMA DELL’ORDINE DEI GIORNALISTI.
Si tratta di una riforma profondamente innovativa, basata su tre punti cardine che modificano, rivoluzionandola, la legge istitutiva dell'Ordine risalente a 46 anni fa. I punti di forte innovazione riguardano l'accesso alla professione, lo snellimento del Consiglio Nazionale realizzato attraverso la sostanziale riduzione del numero dei consiglieri, l’importante modifica della composizione e delle procedure degli organi chiamati a giudicare sulle violazioni al codice deontologico. °°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°°° |
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