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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007

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Andrea Di Cesare

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Reporter senza frontiere

denuncia la "codardia"

di certi Stati occidentali

e di grandi istituzioni

internazionali in materia

di difesa della libertà di

espressione. L'Onu ha

capitolato di fronte a Paesi

come Iran e Ubzekistan

 Parigi, 12 febbraio 2008. Reporter senza frontiere denuncia oggi, nel suo rapporto annuale, la "codardia" di certi stati occidentali e di grandi istituzioni internazionali in materia di difesa della libertà di espressione. L'organizzazione per la libertà di stampa e dei giornalisti "punta il dito - si legge nell'introduzione al rapporto, disponibile sul sito www.rsf.org - contro la falsità delle Nazioni Unite il cui Consiglio dei diritti umani, a Ginevra, ha capitolato di fronte a paesi come Iran e Ubzekistan". In causa anche l'Unione Europea, "impotente di fronte ai tiranni che non battono ciglia alle minacce di sanzioni". Per Rsf il 2007 è stato un anno violento per i professionisti dei media, con 86 giornalisti uccisi in tutto il mondo, ma il 2008 potrebbe essere ancora peggio. Preoccupazioni per i giornalisti in vista di certe scadenza elettorali: in Pakistan (18 febbraio), in Russia (2 marzo), in Iran (14 marzo) e in Zimbabwe (29 marzo). E per i reporter che lavorano nei conflitti in corso, in particolare in Sri Lanka, in Somali,a nel Niger, in Ciad o ancora nei territori palestinesi e in Irak, naturalmente, "un paese che continua a sepellire i suoi giornalisti ogni settimana o quasi". Rsf denuncia la situazione di "instabilità cronica" del Medio Oriente e condanna l'Iran in quanto "più grande prigione" per i giornalisti in questa regione del mondo. Ritorna sulla "censura" in Cina che colpisce i nuovi mezzi di comunicazione ed Internet. Qualche parola preoccupata anche per l'Unione europea dove, secondo Rsf, si assiste ad "un'evoluzione inquietante": "gli attentati alla protezione delle fonti si sono  moltiplicati nelle grandi democrazie", si legge sul rapporto. In particolare si sono osservate "in Francia, Germania ed Italia, arresti e perquisizioni di redazioni o domicili di giornalisti". Intimidazioni e violenze fisiche sono registrate in Bulgaria ed in Italia. Questa situazione, secondo Rsf, "rende necessaria una legislazione europea che protegga efficacemente il principio fondamentale della libertà di stampa". (ANSA).

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Resi noti i dati dell'Ifj:

nel 2007 sono stati

uccisi 171 giornalisti

(con fotoreporter,

telecineoperatori,

blogger e collaboratori).

Bruxelles, 1 gennaio 2007. "Un giornalismo sotto tiro, condizionato, intimidito, minacciato, aggredito. I dati per il 2007, resi noti oggi a Bruxelles dalla Federazione Internazionale dei Giornalisti (IFJ), confermano la situazione di assoluta emergenza che la professione, ma anche tutti gli altri lavoratori dell'informazione, sta vivendo nel mondo". E' il commento di Paolo Serventi Longhi, componente del Comitato Esecutivo dell'IFJ 

Il dato più significativo, nell'anno appena concluso, parla di 171 morti tra i giornalisti della carta stampata, delle radio e delle televisioni (compresi molti fotoreporter e telecineoperatori), del web e tra i tecnici e gli altri operatori della comunicazione. Una lieve diminuzione rispetto al 2006 quando la Ifj, l'unica organizzazione che raccoglie dati che riguardano tutti i lavoratori dei media, calcolò in 177 il numero degli operatori dell'informazione uccisi, un numero record che ha raddoppiato quasi le morti del 2004.

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Cina: arriva la censura

per la diffusione

video in internet.

Colpiti siti

come Tudou,

ma anche Youtube.

Pechino, 4 gennaio 2007. A breve in Cina la diffusione di video su internet sarà sottoposta a censura, come già avviene nel cinema e in tv. Pechino annuncia regole più severe per postare immagini sul web, un'azione che sarà vietata ai siti privati.

Queste nuove norme, che dovranno entrare in vigore il 31 gennaio e che sono state pubblicate sul sito internet dell'Amministrazione statale della radio, dei film e della televisione (Sarft), precisano che solo le società controllate dallo Stato avranno il diritto di agire sui siti internet che pubblicano video.

Se effettivamente applicate, queste norme colpiranno siti cinesi, come Tudou, e stranieri come il popolare Youtube. "Ci sono nuove regole e vi dovete adattare - ha dichiarato all'Afp Porter Erisman, portavoce di Yahoo-Cina, aggiungendo - lascio agli avvocati dibattere sulle diverse implicazioni per le aziende".

Le nuove regole indicano inoltre che il contenuto dovrà essere conforme al "codice morale del socialismo", con un certo numero di restrizioni, che riguardano la violenza, il sesso, i segreti di Stato, l'attentato all'unità del paese. "Queste regole sono state formulate per tutelare gli interessi della nazione e dei cittadini e lo sviluppo sano e ordinato del settore audiovisivo", indica il testo ufficiale.

In un editoriale il quotidiano "Southern Metropolitan" ha criticato duramente le nuove regole, contrarie allo sviluppo di una società indipendente nel settore di internet: "Abbiamo bisogno di una politica industriale che spinga per uno sviluppo di questo tipo, che contribuisca alla prosperità e trasformi la civiltà. Non abbiamo bisogno di questo genere di visioni ristrette dell'epoca dell'economia pianificata". (fonte Afp-apcom)


 

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