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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
Renzo
Paris
“Frecce avvelenate”
romanzo pagg.154
Bompiani, 1974
In una terra aspra, quale il Molise, Renzo Paris
ambienta la sua storia. Che ha però inizio in un ospedale, dove il
protagonista prova su di sé l’assuefazione a un ruolo di paziente più
dolorosa del male stesso, una miseria di vita e di giornate tra corsie
squallide e compagni di sventura dementi, che anche altra letteratura –
come ad esempio “Oh Serafina”, di Giuseppe Berto – ha saputo raccontarci,
commuovendoci e a volte turbandoci. La stessa promiscuità viene poi
sperimentata dal protagonista nel suo paese, tra ragazzate e ragazzette
disponibili, dove fare le prime esperienze di una sessualità dai tratti
esacerbati e morbosi. L’esistenzialismo francese è qui alle porte, sembra
che la mano protettiva di un Genet abbia fatto la sua parte tra queste
splendide pagine. Ma Paris è tuttavia scrittore italico nel più profondo
senso del termine. E’ scrittore del nostro Sud in maniera irriducibile.
Vengono alla mente gli interni squallidi e tristi di Cinico TV, o quei
vecchi documentari educativi che, agli inizi degli anni’60, la RAI
proponeva per far conoscere agli italiani la loro Italia, dal Pò in giù.
Paris usa trasformare i suoi dialoghi in filastrocche
o scioglilingua, nei quali la drammaticità del loro contenuto – anche
incestuoso – si trasforma in musica, in nota scabrosa che, però, non
diventa mai oscena, salvata in ultimo dall’innocenza, dall’incoscienza
pre-peccato-d’Adamo de suoi personaggi. Si potrebbe dire che questo
racconto lirico e musicale, sia una sorta di inno all’innocenza, o anche
di pamphlet divulgativo, un grido di libertà e autoaffermazione di una
classe di giovani – di una volta, ma ancora per certi versi attuali – che
si confrontano coi loro impulsi più segreti, e ne fanno un Canto destinato
a varcare le epoche.
Andrea Di Cesare
©
Andrea Di Cesare, 2007