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Andrea Di Cesare

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DOMENICO REA

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento  diretto da Achille Biele

Domenico Rea nasce a Nocera-Inferiore nel 1921, e muore a Napoli nel 1994.

Scrittore impegnato nel denunciare le ingiustizie, Rea è comunque rimasto estraneo alla militanza di qualsivoglia partito politico. Personaggio schivo, visse in maniera isolata la sua natura di scrittore attento alle quotidiane ingiustizie.

I suoi scritti sono permeati dagli stessi moti passionali, e irruenti, del suo popolo, il popolo napoletano. Le pulsioni e i soggetti da lui descritti sono elementari, presi dalla strada. La gente che Rea descrive è violenta, passionale, carnevalesca, mossa però da un’umanità irriducibile. Fame e bisogni materiali sono le drammatiche necessità con cui combatte ogni giorno. La lingua adottata da Rea tenta di riprendere la mimica e le movenze del dialetto napoletano, in un ritratto immediato dei più poveri e più umili personaggi presi in diretta dalla vita.

Tra le sue opere ricordiamo:

- “Spaccanapoli” (1947); “Gesù, fate luce” (1950) Premio Viareggio 1951; “Una vampata di rossore” (1959); “Il re e il lustrascarpe” (1960); “Ninfa plebea” (1993).

 

24 settembre 2004

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2004

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