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Andrea Di Cesare

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Promorama News 2006

  

…golden chains from star to star, and i dance…

(Arthur Rimbaud)

  

CATFISH HAVEN

TELL ME

PROMOTIONAL CD

SECRETELY CANADIAN

2006

 

“Tell Me” è uno di quei classici dischi che, molto probabilmente, non passerà alla storia del rock come uno dei migliori prodotti mai pubblicati. Però come in tutte le favole che si rispettino (e la storiella della rock music è infarcita di queste stranezze) Catfish Haven (alias George Hunter) sono una di quelle paradossali one-man-band (ma non è proprio così) che hanno realizzato un tipico prodotto “di nicchia”, che potrebbe vendere anche bene grazie al classico passaparola tra musicofili. A me piace e molto, Mr.George possiede una voce rauca al vetriolo degna del miglior Cougar, profondamente americano; il cd è stato infatti registrato in quel di Chicago. Il sound è veramente statunitense: suoni low-fi, un rock che si srotola stancamente come la prima sigaretta accartocciata malamente alla mattina. Malinconia che si pone tra desertiche sensazioni e protuberanze metropolitane, ancora una volta la musica è venuta in soccorso del sottoscritto. Thank you. 

 

WHITE MAGIC

DAT ROSA MEL APIBUS

CD

DRAG CITY

2006

 “Dat Rosa Mel Apibus” è proprio uno di quei cd che al solo primo ascolto si può rimanere fulminati per la sua magistrale bellezza oppure deturpati nell’animo per il tedio che emana. Come al solito non ci sono mezze misure, come le stagioni… “Dat Rosa Mel Apibus” lo si ama o lo si detesta… La voce (quasi angelica, ma qualcuno a mai sentito la voce di un angelo?) di Mira Billotte è il perno grazie al quale tutte le canzoni contenute in questo lavoro prendono vita e forma. Neo-folk ispirato con atmosfere oniriche che virano nel microcosmo Cocteau Twins. Luci ed ombre per pezzi che navigano verso un paranoico concettualismo musicale. Mi domando e scrivo: ne avevamo per forza bisogno?

  

JAWBONE

HAULING

CD

LOOSE MUSIC

2006 

Alt! Maneggiare rigorosamente con cura! Molto probabilmente questo lavoro è una delle “cose” più “fuori” dal controllo che il sottoscritto abbia potuto ascoltare durante questo “fottuto” 2006. Jawbone is a “one man band” from Detroit e di professione si diletta a martoriare gli strumenti. Lui non li suona solamente ma li usa fino allo sfinimento, li strapazza facendone uscire un blues malconcio e “suonato”. Ascoltare per credere (mica balle!) “John Said” con una voce laconica e piena di raucedine mattutina. Alitate rancorose, niente analcolici please ma solo gasolina e nicotina di prima qualità. Coadiuvanti assolutamente necessari per il concepimento di “Hauling”, opera sommessa e non innovativa ma dotata di una splendida creatività.

  

INARA GEORGE

ALL RISE

CD

LOOSE MUSIC

2006

 

Inara George è una di quelle artiste statunitensi a tutto tondo. Inara sembra nata, su misura, per scrivere musica. Note dolci, quasi sussurrate ed una voce (la sua ovviamente) che pizzica con grazia il pentagramma dell’anima. “Good To Me” plana docilmente su questa amara terra nostra come neve candida l’ultimo giorno dell’anno. Un battito soffice e delicato accompagna i passi sul selciato. Strade poco illuminate nella notte scura, qualche stella e le canzoni di “All Rise” che girano nella testa. Si cammina lentamente sperando ardentemente che l’effetto benefico non svanisca così facilmente…

  

SUPERSYSTEM

A MILLION MICROPHONES

CD

TOUCH & GO

2006

 

Poniamo il caso che i Beastie Boys un giorno affacciandosi in sala di registrazione incontrino i Janes’s Addiction. Dopo i convenevoli di rito iniziano una prestigiosa jam-session, ebbene molto probabilmente potrebbe uscire qualcosa di molto vicino alla musica dei Supersystem. Slanci (disomogenei) hip-hop e virulente digressioni funky, un mix di tutto questo ed altro ancora come lo splendido brano in salsa pop chiamato “Eagles Fleeing Eyres”. “A Million Microphones” è certamente un cd figlio dei nostri tempi, pregni di tanta confusione; poche vere certezze e miti da inseguire.

  

UZEDA

STELLA

CD

TOUCH & GO

2006

  

Domanda: “Il rock in Catania?”. Risposta: “Bello e buono, soprattutto corposo!”. Ma il rock proposto dagli Uzeda non è assolutamente quello di Carmen Consoli tanto per fare un esempio. Ci sono tante differenze. Il quartetto siciliano incide per l’etichetta americana (di Chicago) Touch & Go e “strapazza” malamente gli strumenti. L’inossidabile Steve Albini detta i tempi della produzione e così gli Uzeda spaziano -con il loro suono urticante- tra “rumori” alla Shellac e cacofonie dei Sonic Youth prima maniera. “Stella” il nuovo album è “violento” ed abrasivo e la voce di Giovanna Cacciola sputa veleno, ricordandoci che “…this game is over…”.

Claudio Baroni

© Claudio Baroni, 2006

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