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POTERE POLITICO E INFORMAZIONE
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Le news di www.francoabruzzo.it
Consiglio nazionale dell'Ordine: "I giornalisti rivendicano il dovere di informare l'opinione pubblica". Roma, 25 gennaio 2008. "Il presidente della giunta regionale del Molise, Michele Iorio, si aggiunge alla lunga lista di quanti vorrebbero decidere quali notizie i giornalisti debbano diffondere". A sottolinearlo è il Consiglio nazionale dell'Ordine dei giornalisti, che commenta le accuse mosse ieri alla stampa da Iorio. "Fa anzi di più: ritiene di poter stabilire quando ciò debba essere fatto - continua l'Ordine - e coltiva la singolare teoria secondo la quale un fatto esiste solo se viene partecipato. Si spinge anche ad ipotizzare 'complotti', orditi in tutta evidenza da giornalisti che hanno il torto di avere segnalato che la Procura della Repubblica di Campobasso sta indagando sull'assunzione del figlio da parte di una società". "E' un'idea curiosa quella che il presidente Iorio ha dei doveri del giornalista - continua la nota - visto che ritiene che 'il sistema della comunicazione e dell'informazione si deve dare una regolata. Parole infelici e teoria davvero curiosa perché è lo stesso Iorio ad affermare che appena gliene verrà data l'occasione chiarirà 'che non c'è alcun reatò. I giornalisti saranno felici di registrare, quando sarà, che c'è stato un chiarimento, ritenuto in tutta evidenza necessario dalla magistratura e dallo stesso protagonista. Ma rivendicano, appunto, il dovere e non il diritto di informare l'opinione pubblica - conclude l'Ordine - dell'esistenza di una iniziativa della magistratura che riguarda un esponente politico così importante nella regione". (ANSA).
Enzo Iacopino La "coerenza" di Fassino, l'informazione e l'Unipol Roma, 25 gennaio 2008. "E' doveroso dar atto all'onorevole Piero Fassino di coerenza personale e politica. Ieri ha accusato i giornalisti di dare una rappresentazione falsa della realtà politica ed ha invitato i cittadini a non leggere i giornali. E' una posizione coerente, dal punto di vista personale, perché l'onorevole Fassino, in preda a un nervosismo non inusuale per lui, è stato protagonista di attacchi pubblici e sgradevoli nei confronti anche di colleghe che si occupavano di lui e dei Ds quando ne era segretario. E' una posizione coerente, dal punto di vista politico, perché è in linea con altre affermazioni analoghe, di altri esponenti di quello che era il suo partito, i quali invitavano a lasciare i giornali in edicola. L'onorevole Fassino e chiunque altro - di sinistra, di centro o di destra - deve rassegnarsi: i giornalisti continueranno ad onorare il loro dovere nei confronti dei cittadini senza farsi intimidire né dai politici né da recenti fantasiose ipotesi di reato avanzate da qualche magistrato. I giornalisti non si faranno dare "una regolata" dal potere politico, come ha ipotizzato il presidente della giunta regionale del Molise. E i cittadini, per limitarci all'onorevole Fassino, hanno memoria che senza i giornali e i giornalisti ben poco avrebbero saputo, tra l'altro, di quello che viene definito lo scandalo Unipol e del ruolo che i Ds e lo stesso onorevole Fassino hanno avuto nella vicenda, indipendentemente dal fatto che non ci fosse da parte loro violazione delle norme penali". Enzo Iacopino, segretario dell'Ordine nazionale dei giornalisti ha così commentato le dichiarazioni rese dall'onorevole Fassino a Porta a porta. (da: www.odg.it).
Attacco ai media. Roberto Natale: "Comprendo il nervosismo ma l'on. Fassino stavolta l'ha detta grossa" Roma, 25 gennaio 2008. "Neanche il suo comprensibile nervosismo per la caduta del governo Prodi può valere come scusante per i giudizi sull'informazione italiana che l'on.Fassino ha dato ieri sera a "Porta a Porta". "Non abbiamo una concezione "sacrale" del nostro lavoro e anche noi giornalisti possiamo ben essere criticati. Ciò che non è accettabile è l'attacco indiscriminato e liquidatorio a tutta l'informazione, raffigurata senza distinzioni come responsabile di una rappresentazione falsa della realtà politica. Se l'on. Fassino ha specifiche rimostranze da fare, le faccia senza sparare nel mucchio. Ancor più grave, poi, il suo invito a non leggere i giornali: l'on. Fassino ricorderà che esso appartiene al repertorio peggiore degli uomini politici italiani, della Prima come della Seconda Repubblica". (da: www.fnsi.it).
Lecce e Salento: "il Corsivo" è tornato nelle edicole. Il settimanale "il Corsivo", dopo circa quattro anni, è tornato nelle edicole di Lecce e del Salento dal 12 gennaio 2008. Il magazine (64 pagine a colori) si differenzia dal precedente, nato nel 1994, sia per il formato che è leggermente più piccolo, sia per la grafica, sia per i contenuti. Più inchieste sul territorio, più analisi politica e meno interviste: queste in sintesi le linee guida del nuovo progetto che il direttore Adolfo Maffei, un giornalista formatosi a Milano all'Ansa e al Giorno negli anni '70, ha concordato con il nuovo editore, Alfredo De Iaco, uno dei maggiori imprenditori nel settore della pubblicità televisiva in Italia. "il Corsivo" è il fulcro di un progetto editoriale ambizioso che tenterà di stimolare la crescita virtuosa del Salento, una delle terre di confine più belle e ricche di prospettive del Mezzogiorno. (A.M.).
27 gennaio 2008 |