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Andrea Di Cesare

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RUWEN OGIEN

“Pensare la pornografia”

ISBN edizioni, 2005

188 pagg.

Euro 14,00

Grande spauracchio della morale moderna, la pornografia raccoglie da sempre giudizi sfavorevoli sulla base di una morale sostanzialista che vede in essa una pericolosa devianza sociale, una forma di sovversione dei valori morali fondanti la famiglia e la vita sessuale coniugale, quali basi della società civile e democratica. Pericolo per le classi giovanili, fonte di destrutturazione psichica, istigante alla violenza e allo stupro, alla visione degradante della donna e delle relazioni sentimentali. Il quadro in cui storicamente si è svolto il dibattito sulla pornografia, in Francia come in Inghilterra e Stati Uniti, è ambiguo quanto mai incerto nel definirne una vera epistemologia. I moralisti di pensiero conservatore solitamente si appigliano a ragioni di ordine pubblico e di tutela dei giovani, ma sono gli stessi che mandano i giovani in galera se commettono un piccolo reato. Quindi, nei paesi democratici, un minore di tredici anni è ritenuto abbastanza grande per andare in galera, ma troppo piccolo per guardare film pornografici, sottolinea Ruwen Ogien, con un tono non poco ironico e allarmante al tempo stesso. 

Cosa è la pornografia? E’ meno accettabile e più immorale dell’erotismo? Che differenza corre tra erotismo e pornografia? Queste sono solo alcune delle domande che Ruwen Ogien si pone in questo libro. Senza per altro dare risposte rassicuranti.

Citiamo dal testo: “Tuttavia, sarebbe assurdo, secondo me, affermare che tra la rappresentazione di un pene a riposo e quella di un pene in erezione, tra scene a carattere esplicitamente sessuale, filmate da vicino alla luce abbagliante dei proiettori, e scene a carattere esplicitamente sessuale, filmate da lontano in un alone di luce soffusa, corra una differenza morale.”

Ruwen Ogien, poco oltre, traccia la definizione di etica minimale, e arriva a dichiarare che: “la pornografia non minaccia nessuno dei principi di ciò che chiamo minimalismo etico. Ritengo, di conseguenza, che non vi sia alcuna ragione morale, nel senso del minimalismo etico, di condannare la pornografia. Ma che cos’è l’etica minimale?”

Giunto, quindi, a definire il minimalismo etico, Ruwen Ogien attacca la morale corrente, che, nel campo della produzione pornografica, non si accorge che, invece di condannarla, sarebbe più opportuno e costruttivo offrire condizioni di lavoro migliori a chi è impiegato in questo settore. Evidentemente, se ciò non avviene, è perché vi sono, sotto, molti interessi economici, da parte di chi, producendo pornografia di nascosto, pubblicamente la condanna.

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2007

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