INDEX

 

ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007

direttore responsabile:

Andrea Di Cesare

avviso di copyright

<<back

 

PINA VARRIALE

“I BAMBINI INVISIBILI”

romanzo (adatto alle giovani generazioni, se non consigliato)

pagg. 180

Il Battello a Vapore, 2008

Euro 12,50 

Invisibili sono tutti coloro che - soprattutto i bambini - sono diversi, in qualche modo marchiati da una tara. La tara della povertà, la tara della salute mentale, la tara dell’istruzione, della razza, potremmo anche dire della fede politica (in regimi totalitari). La diversità – in tutte le sue accezioni – diviene invisibile, nel momento in cui la maggioranza decreta una sua indesiderabilità sociale, che sancisce un guardare dalla parte opposta, un cancellare – volontario – del diverso dal proprio campo visivo. O, al contrario, una attenzione selettiva al diverso, qualora egli “invada” gli spazi della maggioranza. I Rom, invisibili per strada, diventano molto visibili, guarda caso, nei negozi, dai quali vengono immancabilmente scacciati in malomodo, malgrado anch’essi abbiano diritto ad accedervi, in quanto i negozi sono spazi pubblici. Ma ci sono spazi pubblici in cui i Rom non possono transitare, perché – uscendo dalla invisibilità dei marciapiedi – passano alla troppa visibilità all’interno di spazi in cui la loro presenza è sospetta. Così, con parole più semplici e incantevoli, ci racconta Sevla, la giovanissima eroina Rom del romanzo di Pina Varriale “I bambini invisibili”.

Con l’innocenza dell’infanzia, l’innocenza di chi sa e può dire la verità, in quanto verrà perdonato per la sua “incoscienza” dagli adulti ipocriti e incancreniti dalla vita, con l’innocenza del bambino doppiamente svantaggiato, in quanto bambino e in quanto bambino Rom, Sevla (anagramma di “svela”, dal verbo svelare) ci svela appunto i segreti della vita nei campi Rom, le millenarie tradizioni della sua gente che parla il Romanes, che cambia i nomi ai bambini malati, così da disorientare la Morte, chiamata O’Meribbé, che, venendo a cercarli, non riuscirà a trovarli e a portarli con sé. Sevla-svela appartiene a un popolo che potrebbe essere considerato anch’esso bambino, così antico da essere quasi l’infanzia di noi occidentali. Infanzia – dunque – nell’infanzia, una doppia verità, una doppia incoscienza, che a leggerla in queste pagine a volte può disorientare noi gagé, così integrati in duemila anni di pensiero tecnologico e produttivo, un pensiero che ai Rom non appartiene, e mai apparterrà. Per questo mi resta difficile pensare a una possibile integrazione tra noi gagé e i Rom, ma auspico quanto meno una felice, futuribile, arricchente convivenza in spazi contigui, rispettosi gli uni degli altri. Basta coi pogrom, basta con l’intolleranza xenofoba. Le leggende intollerabili sui rom che uccidono e rubano i bambini devono essere sfatate una volta per tutte. Sfatiamo una volta per tutte il pericolo di nuove leggi razziali. E riassumiamo con orgoglio sulle nostre spalle il bello dell’essere italiani, un popolo pacifico, che aborre la guerra e la violenza, un popolo che ha costruito una grande democrazia, degna di questo nome.

 Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2009

back to top

PINA VARRIALE/I BAMBINI INVISIBILI/STORIE ROM, diversità e integrazione in un racconto sui bambini Rom di Napoli, Pina Varriale, Pina Varriale i bambini invisibili, i bambini Rom, i bambini invisibili Rom,
i bambini Rom Pina Varriale, Rom a Napoli Pina Varriale, diversità e integrazione dei Rom, un racconto sui problemi
dell'integrazione in Italia, Italia e integrazione, Italia e diversità Pina Varriale, bambini Rom e Scuola in Italia,
una fiaba Rom, problemi scolastici bambini Rom, un libro adatto alle nuove generazioni, libro educativo sui Rom,
educazione diversità pedagogia storie Rom