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Andrea Di Cesare

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 …in the head of a man is a woman… (Tyrannosaurus Rex)

 Reviewed by claudio baroni

  

THE VIOLETS

HUSH AWAY

7”

ANGULAR RECORDING

2006

  

Mezzogiorno circa, l’ora esatta (per alcuni, dopo una notte quasi insonne) per ri(s)vegliarsi. “Hush Away” potrebbe essere benissimo il pezzo per indirizzare la giornata in un certo senso… The Violets caricano il loro suono di ricordi new wave (Siouxsie e non solo) arricchendo il tutto con delle dorate tastiere. Accettabili, ma non imprescindibili.

THE JAI-ALAI SAVANT

THUNDERSTATEMENT

CD EP

GOLD STANDARD LABORATORIES

2005

Quando il paese di provenienza di una band non ha nessuna importanza per il risultato finale di un’opera. The Jai-Alai Savant are from Chicago, ma sinceramente potrebbero giungere da qualsiasi parte del mondo. Il sound globale oramai, purtroppo, è diventato pasto comune di ogni essere umano. Intendiamoci “Thunderstatement” si fa ascoltare con amore, i suoni sono un po’ rock-pop-reggae; un bel polpettone da portare in tavola per le cosiddette buone forchette. Coloro i quali ingurgitano tutto senza remore, ed il senso critico? Ai posteri scriverebbe qualcuno…

 

LAURA LOPEZ CASTRO

MI LIBRO ABIERTO

CD

NESOLA/SONY BMG

2006

 

E finalmente anche nella città dei polentoni (Milano, ovviamente) è arrivato con mia somma soddisfazione l’inverno. Ci si crogiola nella cara vecchia nebbia mattutina e… guarda anche un po’ di sole nelle ore centrali della giornata. Dunque cosa c’è di meglio che illanguidirsi con della musica brasiliana? No! non si tratta di quella che vi dovete sorbire la notte di capodanno con i trenini di consuetudine. Per fortuna con “Mi Libro Abierto” di Laura Lopez Castro siamo lontani anni luce da quella filosofia musicale forzata del Brasile. Le canzoni di Laura mi fanno stringere il cuore forte, forte come una poesia musicata di Cesaria Evora. E poi, e poi scoppiano i fuochi, il vino rosso che scorre a fiumi; Lopez che interpreta in italiano (in maniera sublime) “Estate” del nostro Bruno Martino. Poche parole, solo un leggerissimo magone che mi assale per una tristezza così difficile da superare, ma forse va tutto bene se il “mio libro è finalmente aperto”.

 

HAFDIS HULD

DIRTY PAPER CUP

CD

MVINE

2005

 

Bene un’altra figura femminile ed inoltre carina. E’ veramente molto affascinante Hafdis Huld. Ed intanto mi prendo una pausa, e la mente vaga. La donna in questione è islandese a 360 gradi, lontana chilometri e chilometri dalla brasiliana Castro; però li unisce una comunione d’intenti artistici decisamente fuori dal comune. Cantautorato al femminile flebile e malinconico. Le canzoni di Huld sono aggraziate, deposte su di un tappeto folk triste. “My Heart Beats” è struggente, con quella vocina così tenera da strapparti una lacrimuccia piccina così… Strumenti ridotti all’osso, e poesia a non finire.

 

SLUMBER PARTY

MUSIK

CD

KILL ROCK STARS

2006

 

Quando un critico musicale (come in teoria dovrei essere io) vuole essere cattivo (con una certa cognizione di causa) penso che ci possa riuscire benissimo. Ebbene, senza antipatia alcuna ritengo che questo cd “Musik” stoni un pochettino nei negozi di dischi. Orbene Slumber Party is “an all girl band from Detroit” ed ha costruito un lavoro che (ri)propone un suono già sentito e risentito molte e molte volte. Ma non è questo il punto, il problema è che l’indie-pop-rock (leggermente neo-folk) registrato è stanco, pesa, gira su se stesso; non trasmette enfasi. Un’omogeneità di canzoni scritte e prodotte alla perfezione, peccato che manchi quello sprint che faccia decollare il tutto. Non mi sembra la fine del mondo. Insomma questa è la mia immodesta cattiva opinione. E probabilmente a qualcuno “Musik” potrà anche piacere e potrebbero fischiarmi le orecchie per gli epiteti che mi arriveranno.

 

THE YOUNG OFFENDERS INSTITUTE

STITCHED UP BY THE ACID MAN

CD SINGLE – PROMO COPY

 

Proprio quando meno te lo aspetti a volte, ma solo alcune volte, i fantasmi buoni del passato ritornano per ricongiungersi con lo spietato presente. Ricorderete penso i grandissimi Chumbawamba, ebbene The Young Offenders Institute ricalcano a più non posso le gesta primigenie di questa band. “Stitched Up By The Acid Man” invoglia al ballo ribelle per le strade, una ribellione della mente; non rovinosa e per nulla violenta. Meditate gente.

 

Claudio Baroni

© Claudio Baroni, 2007

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