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JAMES PATTERSON “IL CASO BLUELADY” romanzo pagg. 288 TEA, 2008 Euro 8,60
Avere il colore della pelle sbagliato, negli USA, può significare subire un processo affrettato e una condanna a morte. “Il Caso Bluelady”, sulle prime, potrebbe sembrare un romanzo a tesi sull’intolleranza raziale. Ma non è così. Patterson - che a mio avviso ha dato il meglio di sé in “Maximum Ride”- è riuscito a scrivere una storia che realmente tiene col fiato sospeso sino all’ultima riga, con un dosaggio alquanto sapiente dei colpi di scena e dei cambi improvvisi di prospettiva. Ritengo che Patterson sia tra i migliori scrittori del genere apparsi negli ultimi anni. La scuola Hard Boiled americana è stata rivisitata da Patterson attraverso – mi sembra di capire – un uso di un linguaggio “non eroico” e minimalista molto moderno, contemporaneo, anche se talvolta tale linguaggio sconfina in una impersonalità esagerata che lo fa sembrare un po’ globalizzato. A parte le analisi del linguaggio di Patterson, “Il Caso Bluelady” è una storia a tratti tenera, a tratti struggente, nella quale anche le scene più crude le potrebbe leggere un ragazzino, in quanto sono filtrate proprio da quell’uso del linguaggio di cui si parlava sopra. Non trovo però nulla di veramente nuovo nello scenario del Thriller d’autore. La storia è ben architettata, ma trasmette il sapore agrodolce del prodotto confezionato per vendere dalla mano di uno scrittore made in USA, che ha il compito di ribadire al mondo intero i valori tradizionali di un Paese che da sempre coniuga la spregiudicatezza della violenza con la democrazia. Sembrerebbe addirittura – la scrittura di Patterson, che a lungo ha lavorato in una fra le più grandi agenzie pubblicitarie mondiali – un tentativo ben riuscito di persuasione occulta, di addomesticamento dei lettori rispetto a un sistema politico - quello americano - e giudiziario che, dietro una apparente democrazia, nasconde occulti meccanismi di assoggettamento dell’individuo. Sullo sfondo di questa vicenda c’è la Valle di An Lao, in Vietnam, dove tra il 1969 e il 1970 l’esercito americano avrebbe compiuto atrocità sulla popolazione civile. Le anime infelici dei defunti continuano a perseguitare le vite dei loro assassini. Sta all’Ispettore Alex Cross svelare il mistero, prima di decidere se continuare a fare l’investigatore, o praticare la professione di psicologo. Andrea Di Cesare ( © Andrea Di Cesare, 2008)Having the wrong colour
of skin, in the U.S., may mean undergoing a process rushed and a death
sentence. "The Case Bluelady" on the first, it might seem a novel argument
to raziale intolerance. But it is not. Patterson - which I think gave
their best in "Maximum Ride" - was able to write a story that really takes
the breath until the last line, with a dose rather wise hits scene and
sudden change of perspective. I think Patterson is among the best writers
of the genre appeared in recent years. The school Hard Boiled American was
revisited by Patterson through - I understand - a use of language "not
heroic" very minimalist and modern, contemporary, even if such language
sometimes verges on a impersonality exaggerated that makes it seem a
little ' globalised. Apart from the analysis of language Patterson, "The
Case Bluelady" is a story sometimes tender, sometimes poignant, in which
even the most raw scenes you may read a boy, because they are filtered
from that use their own language which spoke above. But I can not find
anything really new in the scenario of Thriller author. The story is well
architettata, but conveys a bittersweet taste of packaged product to sell
by the hand of a writer made in the USA, which has the task of the whole
world to reaffirm the traditional values of a country that has always
combines spregiudicatezza of violence with democracy. It would seem even -
writing Patterson, who has long worked in one of the largest advertising
agencies worldwide - a successful attempt to persuade occult,
domestication of readers than a political system - the American - and that
court, behind a Apparent democracy, hides hidden mechanisms subjection of
the individual.
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