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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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Ho percorso chilometri per incontrati, ho mangiato la polvere della disperazione, ho stretto i denti per il mio amore. (Blatero Raffanzio, poeta milanese morto in miseria)
PARIS MOTEL
Mi permetto di scrivere – con un tantinello di presupponenza - che i Paris Motel non sono per me una piacevole "sorpresa”. In quanto era già da qualche mese che i loro precedenti lavori giravano sul mio lettore compact. Precisamente un demo cd ed un ep (pubblicato nel 2005). Ora - dopo la più che giusta gavetta - Amy May (autrice e cantante assieme ai suoi Paris Motel) giunge al debutto su vinile adulto (si sarebbe scritto giusto qualche anno fa) con un pregevole lavoro. Il titolo “In The Salpetrière” rimanda a paesaggi lounge-bucolici – se mi permettete l’accostamento - dove una musica lieve dipinge affreschi incantevoli. E’ la soffice voce di Amy che fa girare il disco così bene, dieci brani che si ascoltano amabilmente. Pop da cameretta post-adolescenziale, con pianti per amori mai sfociati oppure da poco terminati. Lacrime sottili, come gli strumenti dei Paris Motel. Suonati come se non volessero disturbare l’ascoltatore. Decisamente consigliati.
Non cercare di capire perché ti amo accettalo così semplicemente (Cinzia)
HOLY FUCK Holy Fuck (music) from Toronto, Canada. Questi ragazzi canadesi ci sanno fare con il pentagramma. Il loro ep è un furore di suoni bifocali e centripeti. Sound grezzo, minimale ma corposo. Strumenti schizzati – strizzati - e paranoici che eruttano onde sonore al fulmicotone. Sonorità che ricordano i primi Flaming Lips – quelli psycho - ed un pochino certi ondivaghi arpeggi zappiani. Holy Fuck “fanno” muro contro, picchiano in maniera metodica e lineare. I pezzi strumentali sono delle vere e proprie bordate, controverse e magnifiche al tempo stesso. Grandi ma, inesorabilmente, non per tutti i gusti. Radicalmente “unici” nel loro non-genere musicale.
FIVE O’CLOCK HEROES
CD Gruppi – più che degni - come i Five O’Clock Heroes il sottoscritto li ama (indiscutibilmente) definire come “centrifuga dell’universo pop”. In quanto - nel loro dna - inglobano così tanti e differenti riferimenti musicali che si fa veramente fatica nel riconoscerli tutti. Un po' di punk, un pizzico di sana new wave (made in Uk) targata anni ’80 ed il succulento piatto è bello che pronto. Certo l’originalità va ricercata – inevitabilmente - in altri lidi. Però con quello che “si sente” in giro, ultimamente, avercene di band come Five O’Clock Heroes. In punta di piedi – senza sbracare più di tanto - propongono il loro sound (semplice-semplice) e per ora va bene così. RADIO
LUXEMBOURG Spudoratamente gallesi (ed orgogliosi d’esserlo come il buon Jakokoyak) e spudoratamente magnifici. Non ci sono aggettivi per i Radio Luxembourg. Non ve ne sono per giustificare la bellezza di un ep (dal titolo impronunciabile), ma grondante pop solare e deliberatamente contagioso. Quattro canzoni per soli dieci minuti - di meravigliosa musica - che si vorrebbe, veramente, fossero (in questo caso) molti di più. Pazienza, gustiamoci questo mini pop al caramello fino in fondo, con tanta melodia e sopraffina originalità. Claudio Baroni © Claudio Baroni, 2007 |