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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007

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Andrea Di Cesare

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I’m grateful to my past influences

Reviewed by Claudio Baroni

  

THREE MOODS OF THE NOISETTES

Cds

Side Salad Records

2005

 

Mi verrebbe proprio da scrivere: " scusate il ritardo!!" Era importante, e mi premeva da un po’ di tempo, parlare dei Noisettes. Questi quattro pezzi sono la prima pubblicazione by the Noisettes, a three piece from southeast London. Il mood di questa band ruota tutto attorno alla potente voce di Shingai Shoniwa. Ugola femminile che sbrana un po’ di “Janis” ed un po’ di “Skin”, con un tappeto sonoro ora punk-ora blues. Giusto per accontentare un po’ tutti e deliziare grandi e piccini. Molto probabilmente Noisettes saranno uno dei  gruppi più chiacchierati di questo 2007. Infatti l’attesa pare spasmodica tra fans ed adetti ai lavori per l’uscita del loro primo album…I’m waiting… 

THE HUMAN VALUE

S/t

CD

BIG DEAL RECORDS

2005

Ma no dai, suvvia non scherziamo e facciamo (comportiamoci) come delle persone serie. Oggettivamente come faccio a parlare male di un disco come questo? E come potrei? Come? Deontologia professionale (esprimere un

giudizio sopra le parti…) mi sussurra il mio famelico angelo custode. Nome: The Human Value, provenienza Stati Uniti, influenze: infinite. Se fossi veramente onesto con me stesso chiuderei qui la recensione. Invece, invece no mi preme ricordare che questo è il lavoro di debutto a firma The Human Value. E per i quasi quarantenni –come il sottoscritto - le musiche ivi contenute sono pane (almeno qualche anno fa lo erano)  quotidiano per le loro orecchie. The Pretenders, Blondie, Siouxsie, una spruzzata di Killing Joke, insomma quasi tutta la crema della new wave inglese ed americana è concentrata in tredici tracks; quasi tutte somiglianti ma suonate alla perfezione. Dunque cosa pretendere di più, in piena epoca di “rigurgiti” storico-artistici? Sarò un pochino obsoleto – lo ammetto - ma io vorrei qualche volta ancora emozionarmi, e se una lacrima verrà versata sarà per la passione; non perché le cipolle mi irritano l’occhio…mentre The Human Value cantano “Won’t Be Long”.  

 

DIVISION DAY

BEARTRAP ISLAND

CD

Record Label: None

2006

 Cd per pochi questo “Beartrap Island” realizzato dai Division Day, in quanto (leggendo sul sito a loro dedicato) pare proprio che sia già sold-out. I quattro membri del gruppo (Ryan-guitar, Kevin-drums, Rohner-vocals and Seb-bass) ringraziano gli acquirenti e rassicurano gli altri che presto sarà pronta una ristampa. Inaspettato caso americano fatto dal cosiddetto passaparola, dalla costa di Los Angeles i Division Day hanno pubblicato un prodotto decisamente fruibile e senza inutili fronzoli. Ascoltabile ovunque, le canzoni debbono molto (secondo me) al talento di Elliott Smith; piccole fragili storie: un po’ romantiche ed un po’ tristi. Ma di quella tristezza tipicamente statunitense, diametralmente opposta a quella britannica.

 

THE MARBLE INDEX

WATCH YOUR CANDLES WATCH YOUR KNIVES

CD

UNIVERSAL/MAPLEMUSIC RECORDINGS

2006

Orbene state cercando disperatamente il cd “giusto” da regalare al figlio del vostro amico di quindici anni? Ecco, pronti, il sottoscritto è già lì con la soluzione del vostro insormontabile problema. La band in questione si chiama The Marble Index” e il disco è intitolato “Watch Your Cadles Watch Your Knives” e potete giurarci, farà impazzire di gioia il ragazzino “alternativo” ma con l’i-pod nano nascosto nei calzoni a vita bassa. The Marble Index (canadesi) picchiano giù un indie-punk per studenti con qualche brufoletto, ancora in stato embrionale; ben decisi però (almeno si spera) a maturare e guardare un po’ più in là dello steccato. Ma per ora va bene così.

 

OK GO

OH NO

CD

CAPITOL RECORDS – Printed in U.S.A.

2005   

Tanto per incominciare è giusto chinare il capo e scusarmi pubblicamente, ma per situazioni indipendenti dalla mia ostinata volontà il lavoro degli Ok Go viene recensito solo ora. Vabbè meglio tardi… In ogni caso “Oh No” è stato pubblicato nel 2005, ma la reale affermazione in campo internazionale è avvenuta lo scorso anno. Comunque bando alle ciance… Il disco in questione possiede, infatti, tutte le potenzialità ruffiane pop per piacere (e parecchio) a molteplici fruitori di musica. Gli Ok Go non dimenticano di citare quasi nessuno dei miti post-wave come ad esempio i Pixies: nel brano “Here It Goes Again” dove paiono proprio “succhiare” - avidi come dei vampiri - il nettare delle sette note del gruppo sopra citato. Nulla di male, ci mancherebbe. “Oh No” è un lp godibilissimo è “Oh Lately It’s So Quiet” potrebbe piacere e molto agli Scissors Sisters. Il bello di queste composizioni è che ti impediscono assolutamente di rimanere fermo, possiedono un mood speciale; per cui alzarsi dalla sedia e ballare allegramente è un fatto genuino e consequenziale. Va bene, gli Ok Go non hanno proprio inventato niente, però io li trovo sorprendentemente geniali. E chi non salta sulle note di “A Million Ways” è proprio bolso ed inaridito esattamente come un giocatore di calcio - da me tanto amato qualche anno fa -  da poco ritornato a calcare il palcoscenico del campionato di calcio di serie A! Con immensa simpatia.

 

BIG STRIDES

CRY IT ALL OUT

CD

TALL ORDER RECORDS

2006

E’ proprio vero che a qualsiasi latitudine si trovi l’essere umano (in quanto tale) abbisogna di un’appagante sicurezza. Una sicurezza corale, una sicurezza dello spirito che – in musica - i londinesi Big Strides sanno infondere con una sfrontata calma apparente! Canzoni che girano bene sul lettore cd, nulla di stonato, niente fuori posto: c’è un po’ di Mr. Van Morrison, Prefab Sprout; giusto per accontentare svariate fasce di pubblico. “Cry It All Out” è il classico disco perfetto che, con un po’ di fortuna, (grazie a qualche programmazione radiofonica mirata, come accadde per gli Hothouse Flowers; cito a memoria…) potrebbe (“Let’s Get Nice è il brano very well) scalare le classifiche inglesi. Ma ci vuole, necessita, la sfrontata fortuna…      

 Claudio Baroni

  © Claudio Baroni, 2007

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