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I’m grateful to my past
influences
Reviewed by Claudio Baroni
THREE MOODS OF THE NOISETTES
Cds
Side Salad Records
2005
Mi verrebbe proprio da scrivere: "
scusate il ritardo!!" Era importante, e mi premeva da un po’ di tempo,
parlare dei Noisettes. Questi quattro pezzi sono la prima pubblicazione
by the Noisettes, a three piece from southeast London. Il mood di questa
band ruota tutto attorno alla potente voce di Shingai Shoniwa. Ugola
femminile che sbrana un po’ di “Janis” ed un po’ di “Skin”, con un tappeto
sonoro ora punk-ora blues. Giusto per accontentare un po’ tutti e deliziare
grandi e piccini. Molto probabilmente Noisettes saranno uno dei gruppi più
chiacchierati di questo 2007. Infatti l’attesa pare spasmodica tra fans ed
adetti ai lavori per l’uscita del loro primo album…I’m waiting…
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THE HUMAN VALUE
S/t
CD
BIG DEAL RECORDS
2005
Ma no dai, suvvia non scherziamo e
facciamo (comportiamoci) come delle persone serie. Oggettivamente come
faccio a parlare male di un disco come questo? E come potrei? Come?
Deontologia professionale (esprimere un
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giudizio sopra le parti…) mi
sussurra il mio famelico angelo custode. Nome: The Human Value, provenienza
Stati Uniti, influenze: infinite. Se fossi veramente onesto con me stesso
chiuderei qui la recensione. Invece, invece no mi preme ricordare che questo
è il lavoro di debutto a firma The Human Value. E per i quasi quarantenni
–come il sottoscritto - le musiche ivi contenute sono pane (almeno qualche
anno fa lo erano) quotidiano per le loro orecchie. The Pretenders, Blondie,
Siouxsie, una spruzzata di Killing Joke, insomma quasi tutta la crema della
new wave inglese ed americana è concentrata in tredici tracks; quasi tutte
somiglianti ma suonate alla perfezione. Dunque cosa pretendere di più, in
piena epoca di “rigurgiti” storico-artistici? Sarò un pochino obsoleto – lo
ammetto - ma io vorrei qualche volta ancora emozionarmi, e se una lacrima
verrà versata sarà per la passione; non perché le cipolle mi irritano
l’occhio…mentre The Human Value cantano “Won’t Be Long”.
DIVISION DAY
BEARTRAP ISLAND
CD
Record Label: None
2006
Cd per pochi questo
“Beartrap Island” realizzato dai Division Day, in quanto (leggendo sul sito
a loro dedicato) pare proprio che sia già sold-out. I quattro membri del
gruppo (Ryan-guitar, Kevin-drums, Rohner-vocals and Seb-bass) ringraziano
gli acquirenti e rassicurano gli altri che presto sarà pronta una ristampa.
Inaspettato caso americano fatto dal cosiddetto passaparola, dalla costa di
Los Angeles i Division Day hanno pubblicato un prodotto decisamente fruibile
e senza inutili fronzoli. Ascoltabile ovunque, le canzoni debbono molto
(secondo me) al talento di Elliott Smith; piccole fragili storie: un po’
romantiche ed un po’ tristi. Ma di quella tristezza tipicamente
statunitense, diametralmente opposta a quella britannica.
THE MARBLE INDEX
WATCH YOUR CANDLES WATCH YOUR
KNIVES
CD
UNIVERSAL/MAPLEMUSIC RECORDINGS
2006
Orbene state cercando disperatamente il cd “giusto” da
regalare al figlio del vostro amico di quindici anni? Ecco, pronti, il
sottoscritto è già lì con la soluzione del vostro insormontabile problema.
La band in questione si chiama The Marble Index” e il disco è intitolato
“Watch Your Cadles Watch Your Knives” e potete giurarci, farà impazzire di
gioia il ragazzino “alternativo” ma con l’i-pod nano nascosto nei calzoni a
vita bassa. The Marble Index (canadesi) picchiano giù un indie-punk per
studenti con qualche brufoletto, ancora in stato embrionale; ben decisi però
(almeno si spera) a maturare e guardare un po’ più in là dello steccato. Ma
per ora va bene così.
OK GO
OH NO
CD
CAPITOL RECORDS – Printed in
U.S.A.
2005
Tanto per incominciare è giusto chinare il capo e
scusarmi pubblicamente, ma per situazioni indipendenti dalla mia ostinata
volontà il lavoro degli Ok Go viene recensito solo ora. Vabbè meglio tardi…
In ogni caso “Oh No” è stato pubblicato nel 2005, ma la reale affermazione
in campo internazionale è avvenuta lo scorso anno. Comunque bando alle
ciance… Il disco in questione possiede, infatti, tutte le potenzialità
ruffiane pop per piacere (e parecchio) a molteplici fruitori di musica. Gli
Ok Go non dimenticano di citare quasi nessuno dei miti post-wave come ad
esempio i Pixies: nel brano “Here It Goes Again” dove paiono proprio
“succhiare” - avidi come dei vampiri - il nettare delle sette note del
gruppo sopra citato. Nulla di male, ci mancherebbe. “Oh No” è un lp
godibilissimo è “Oh Lately It’s So Quiet” potrebbe piacere e molto agli
Scissors Sisters. Il bello di queste composizioni è che ti impediscono
assolutamente di rimanere fermo, possiedono un mood speciale; per cui
alzarsi dalla sedia e ballare allegramente è un fatto genuino e
consequenziale. Va bene, gli Ok Go non hanno proprio inventato niente, però
io li trovo sorprendentemente geniali. E chi non salta sulle note di “A
Million Ways” è proprio bolso ed inaridito esattamente come un giocatore di
calcio - da me tanto amato qualche anno fa - da poco ritornato a calcare il
palcoscenico del campionato di calcio di serie A! Con immensa simpatia.
BIG STRIDES
CRY IT ALL OUT
CD
TALL ORDER RECORDS
2006
E’ proprio vero che a qualsiasi latitudine si trovi
l’essere umano (in quanto tale) abbisogna di un’appagante sicurezza. Una
sicurezza corale, una sicurezza dello spirito che – in musica - i londinesi
Big Strides sanno infondere con una sfrontata calma apparente! Canzoni che
girano bene sul lettore cd, nulla di stonato, niente fuori posto: c’è un po’
di Mr. Van Morrison, Prefab Sprout; giusto per accontentare svariate fasce
di pubblico. “Cry It All Out” è il classico disco perfetto che, con un po’
di fortuna, (grazie a qualche programmazione radiofonica mirata, come
accadde per gli Hothouse Flowers; cito a memoria…) potrebbe (“Let’s Get Nice
è il brano very well) scalare le classifiche inglesi. Ma ci vuole,
necessita, la sfrontata fortuna…
Claudio Baroni
©
Claudio Baroni, 2007
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