Vedute AlpineVedute AlpineVedute AlpineVedute Alpine

Dipinti di Andrea Di Cesare © 2011, 2012 in sequenza dall'alto al basso: Grigna; Scalata sui seracchi; Veduta 1; Veduta2

Vedute alpine

VEDUTE ALPINE

 

Nel suo passato, Di Cesare ha praticato l’alpinismo. In parete, ha utilizzato la piccozza, i chiodi, il martello. Si potrebbe anche dire che, molti anni fa, molto tempo prima di avere eseguito questi dipinti, abbia creato la sua performance, che trova solo ora, con questi dipinti, la sua completa realizzazione, dando a quell’atto del colpire, col gesto, la roccia, un significato simbiotico-musicale (tac-tac-tac, il martelletto del pianoforte che tocca la corda/il martello che batte sul chiodo) che ritroviamo nella corrente artistica Fluxus, arte totale.

 

Tutto ciò ci riporta alle vedute alpine dove, il pennello, guidato dalla mano, ripropone il ricordo del gesto tecnico, in parete, che affonda nel passato della giovinezza di Di Cesare.

 

Nelle due
("Grigna" e "Scalata sui seracchi" sono state aggiunte dopo la stesura della presente recensione - nota del Direttore)
vedute, sono visibili due atmosfere/stagioni differenti. La (terza) (dall’alto) coi suoi colori grigi-azzurri, è invernale, la (quarta) - coi gialli e i verdi - è estiva. In entrambe, ritroviamo il pensiero di Cézanne, l’ossessione della materialità resa viva.

 

Cinzia Stefania Monciardini

 

© Cinzia Stefania Monciardini, 2011

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