Dipinti di Andrea Di Cesare © 2011 in sequenza dall'alto al basso: psichedelia1; psichedelia2; psichedelia3; psichedelia4
Psichedelia
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- Categoria: Psichedelia
- Pubblicato Mercoledì, 09 Novembre 2011
PSICHEDELIA
Per la realizzazione di questa serie di quadri, l’artista si è ispirato alla musica dei Deep Purple. Musica carica di mistero e inquietudine.
La sua formazione avviene attraverso la conoscenza dell’espressionismo e della letteratura del novecento. Ciò che accomuna musica e pittura è il portare alle estreme conseguenze ogni esperienza umana. “La realtà non è né il soggetto né l’oggetto della vera arte, la quale crea la propria speciale realtà”. Dichiarazione di principio, espressa in "Pale Fire” ("Fuoco Pallido", 1962) di Vladimir Nabokov.
I colori sono antinaturalistici, sono stesi a grandi campiture delimitate da contorni o neri o blu e porpora. L’artista ha usato il colore in funzione prevalentemente simbolica.
Attraverso questi soggetti “ simboli ”, l’artista vuole esprimere una parte del suo mondo interiore, anche ricercando una similitudine tra arte e musica rock.
La deformazione dei corpi - in questo caso femminili, sottolineati dall’incisività del contorno e dai tratti molto decisi, prepotentemente visibili attraverso l’uso sapiente, ma anche istintuale del colore - vuole esprimere il dolore interiore per l’essere, per l’uomo, vissuto dall’artista in un particolare momento della sua vita.
Ogni quadro è a fondo nero, a unico soggetto.
Nei quadri dell’artista, il blu rappresenta l’idealizzazione che ha contraddistinto la sua vita, l’amore per la montagna e per le donne; quasi fossero lì da contemplare.
Il viola, che nasce dalla mescolanza del rosso e del blu, è il colore della metamorfosi e qui è usato come fascinazione erotica.
In psichedelia 3, l’artista ha volutamente utilizzato il giallo accostandolo a macchie di colore rosso sempre su fondo nero, per creare contrasti vivaci, energici e decisi, per attirare l’attenzione dell’ osservatore a riflettere.
La donna nuda, accovacciata con le gambe aperte, significa in questo caso l’eros, il piacere , l’accoglienza ma, nello stesso tempo, il colore giallo che – percettivamente - è un colore respingente, spinge via, accentuando la disarmonia dell’essere con il mondo attuale.
L’ultimo rappresenta il “lutto”, il distacco dal genere umano e, riallacciandoci alla musica dei Deep Purple, possiamo dire che è carico di mistero e inquietudine.
Cinzia Stefania Monciardini
© Cinzia Stefania Monciardini, 2011
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