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WORKSHOP DI SCRITTURA CREATIVA

“Si arriva per prati d'acqua, dopo avere rasentato paesi costruiti come scene di teatro di altri tempi e panorami di alberi con terreni erbosi di un verde prepotente sul precipizio azzurro del mare.” Liberamente tratto dal romanzo “Gente di mare” di Giovanni Comisso
 
UN PERCORSO CHE VA
DALLE REGOLE “BASE”
ALLA REALIZZAZIONE
DELL’INTERA OPERA…
GLI INCONTRI SARANNO TENUTI DA ANDREA DI CESARE (GIORNALISTA E SCRITTORE)
per informazioni rivolgersi a Silvia Petrone:  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
cell: 333 77 19 703 
 
 
 
 
 
 
per fissare interviste/incontri/mostre/momenti di studio e confronto rivolgersi a Silvia Petrone
 
 

SONO IN VENDITA GLI EBOOK DI ANDREA DI CESARE

 

 

 

 

Andrea Di Cesare

REGGAE BANG BANG

Presentazione di Silvia Petrone

La storia narrata è in parte una sincera autobiografia, in parte una pura invenzione letteraria, e le diverse forme narrative presentano elementi tra loro distinti ma complementari: la brevità del lasso temporale della novella, la magia e l’eccezionalità dei personaggi della fiaba, e l’attenzione rivolta ai meccanismi mentali ed emotivi dei protagonisti del romanzo psicologico. Lo stile apocalittico di questa storia, si lega all’uso sperimentale e innovativo della punteggiatura, un uso non solo grammaticale, ma in certi passaggi – a sottolineare con enfasi la trama – respiratorio e teatrale, quasi a far voler entrare il lettore nello stesso “respiro” del protagonista.


 

Idealmente accompagnata dai suoni sofisticati ma brutali del reggae, di partiture elettroniche e gregoriane, di sonorità etniche e religiose, prende corpo la descrizione di un suburbio freddo e distante (ma sempre amato), in cui si muove Corrado, l’eroe del romanzo, nella sua evoluzione frenetica e complessa, che lo conduce a sorpresa verso un epilogo imprevisto.

“Adesso che sono entrato nelle magioni di Corso Venezia e Piazza San Babila, rimpiango le notti passate al bar con egiziani armati e trans fatti di coca, era gente più onesta. Qui, tra queste mura iper-eleganti, segretarie evanescenti con accento dell’Est, corridoi che conducono al cuore del Potere di M., dove tutto sembra a posto e ben stirato, non mi sento affatto sicuro.”

Mentre raccoglie i cocci di una esistenza rabbiosa e di protesta verso se stesso e verso il Sistema costituito, Corrado incontra casualmente Marina, La Dea, che - muovendosi sinuosa come un serpente - lo inizia alle arti marziali e al sesso tantrico. E’ sempre più difficile per lui condurre un’esistenza normale, tra loschi figuri di periferia, un amico di infanzia che a 50 anni fa ancora a botte con bande marocchine, ed un animo sensibile che si pone mille interrogativi, faticando a perdonarsi gli sbagli del passato

“Mi rendo conto di essere un oggetto complesso, che prima di avvicinarmi, bisogna leggere le istruzioni per l’uso, solo che le istruzioni, sono scritte in ebraico …”.

La lunga frequentazione di uno studio psicoanalitico, giustifica questa affermazione di Corrado che, in ultimo, prende le distanze dal suo analista, e prosegue la strada da solo, in una vicenda che esamina il rapporto dell’Uomo contemporaneo con la Tecnologia, i Poteri Forti, il senso di lealtà e il Terziario, sostenuta dal leitmotiv di un vecchio volo in parete, risalente alle sue giovanili esperienze alpinistiche, che diventa il Simbolo di una ricerca, di uno scampato pericolo, attraverso le tinte del Rosa e dell’Ambra (le tinte del pre-morte), che avrebbero percorso l’intera esistenza di Corrado.

Insieme a lui attraversiamo l’abisso e ne usciamo, a fatica, sospinti dall’amore per la vita e dal cinismo disincantato di molte situazioni borderline. La storia di Corrado si dipana per vicoli bui, incontri di boxe truccati e traffici clandestini. Non è la vita di tutti noi, ma in lui ritroviamo debolezze e punti di forza che ciascuno può sentire come propri.

Impossibile circoscrivere “Reggae Bang Bang” in un preciso genere letterario, poiché esso rappresenta ora un road movie di fine costruzione, ora un romanzo introspettivo e di potente maturazione, ora uno spaccato crudele della collettività contemporanea.

“Chi possiede un cuore, rischia più degli altri, oggigiorno. Non è una società che ammetta di avere un cuore. Nei rapporti sociali, vale la regola messa in giro dai rotocalchi femminili e maschili – organi informativi dei Poteri Forti – che vincono le persone di successo, e per avere successo si debbono mettere da parte i sentimenti”.

La sensazione è quella di incrociare un uomo perbene travolto da un potente flusso di coscienza, che riporta a galla vecchie emozioni in cui, parallelamente al cammino del lettore, crescono l’importanza e lo spessore della storia. Alla fine piangiamo con lui e soffriamo per le sue disavventure, come se Corrado fosse un amico, un amante, un fratello, e siamo al suo fianco fino all’ultima pagina, sperando nel lieto fine della storia.

Silvia Petrone

© Silvia Petrone, 2015

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E' in preparazione il sequel di Reggae bang bang:

 

 

 

 

Andrea Di Cesare

Barbara Aghemo

LA VITA DIETRO L’ANGOLO

Presentazione di Silvia Petrone

L’incontro casuale tra Alessandra e Giovanni, sembrava uno dei tanti momenti nella vita in cui due solitudini incrociano i rispettivi cammini, e danno vita a qualcosa di magico.

Spinti dalla curiosità e dalla disperazione, si rivolgono la parola quasi per caso, e scoprono di avere in comune molto più che il desiderio di non restare da soli. Entrambi amanti della scrittura, del buon vivere, della campagna e delle sue tradizioni, di quei momenti così speciali in cui i sentimenti prendono il posto di orpelli e diavolerie tecnologiche, mentre ci si guarda l’un l’altra negli occhi, sfiorando con le mani l’infinito. A fare da sfondo, un’atmosfera piemontese da sogno, interrotta da simpatiche incursioni canine e memorabili partite di biliardo. Mentre le giornate scorrono lente, e l’affetto reciproco aumenta, qualcosa davvero “non torna”. Abiti maschili ancora appesi negli armadi di una single, facce livide e rigonfie di ceffoni, e un’inquietante telefonata di troppo. Fantasmi di un passato irrisolto, o il dipanarsi di un garbuglio destinato a sovvertire con prepotenza l’ordine costituito?

Con garbo e mal celata ironia, Andrea e Barbara ci portano con sé alla scoperta delle proprie e delle nostre debolezze, delle mancanze che tutti vorremmo colmare, e di come la vita, con le sue inaspettate sorprese, sia davvero il mistero più profondo. Un ritmo narrativo deciso e ben dosato, che diverte e stupisce, in una brillante commedia “giallesca” dall’inaspettato e inatteso Gran Finale.

Silvia Petrone

© Silvia Petrone, 2015

 

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