La puttana P getta il guanto

KATRIN DE VRIES – ANKE FEUCHTENBERGER

“LA PUTTANA P GETTA IL GUANTO”

pagg. 108

Logos, 2007

Euro 11,95 

Figure misteriose perse in paesaggi metafisici, naturali o di un urbanesimo che ricorda la pittura di Mario Sironi. Disegni in bianco e nero, potenza del tratto che si fa graffiante e capace di alludere a mondi lontani e sommersi nell’inconscio. Testi ridotti al minimo di un linguaggio allusivo e metaforico, il cui senso, come in un affascinante rebus, dovrebbe essere completato dal gioco allegorico delle immagini. Tutto questo è “La puttana P getta il guanto”. Un libro che sussurra a bassa voce il dramma di una esistenza. La solitudine urbana di una donna che disperatamente cerca un contatto. Un viaggio tenebroso in mondi che paiono essere paralleli al nostro, ma in verità – tanto alteri e aberranti – altro non sono che il nostro mondo interiore, popolato di veri fantasmi della psiche. Non realtà tangibile, dunque, ma realtà inconscia. Pur sempre realtà, se vogliamo dare dignità scientifica alla psicanalisi.

Il libro, con la sua sequenza di immagini, ci trasporta come una lieve corrente marina, la storia inizia proprio al mare, al cospetto di un faro misterioso nella notte. Laggiù, dove c’è un occhio che sembra essere l’occhio di Dio che scruta la realtà, la Puttana P inizia il suo vagabondare, tra richiami mitologici e miti urbani, tra esperienze di sadismo psicologico e pietà cristiana.

 Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2009

al sito storico

Informazioni aggiuntive