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IL MONOPOLIO DELLE GRANDI CASE EDITRICI UCCIDE LA CULTURA
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- Pubblicato Sabato, 23 Luglio 2011
Abbiamo il piacere di inviarVi un estratto dell’intervento di Andrea L. Carbone* sull’attuale dibattito in tema di "decrescita" della produzione editoriale consultabile integralmente sull’odierna (sabato 23 luglio 2011) edizione de «il manifesto» .
«Che in Italia si pubblichino molti libri, se non troppi, è un fenomeno di cui il lettore medio non può essersi accorto. Diamo un'occhiata alle classifiche di vendita, facciamo caso al gossip culturale e poi andiamo in una grande libreria del centro, emulando Andrea Cortellessa nel documentario "Senza scrittori". Ritroveremo per lo più alte pile degli stessi libri, pubblicati da poche decine di editori, generalmente riuniti in gruppi editoriali. Torniamo dopo due settimane: stesse pile ma molti titoli saranno cambiati. Gli altri, spariti per sempre. Come ha osservato André Schiffrin ("Il denaro e le parole", Voland 2010), in libreria oggi è quasi impossibile imbattersi in una sorpresa, in un libro di cui non avevamo già sentito parlare. In una parola, la "bibliodiversità" è ridotta ai minimi termini.
[…]
La battaglia decisiva per la promozione della "bibliodiversità" riguarda […] una revisione profonda delle norme anti-trust che oggi permettono questo stato di cose. Su questo cimento politico, indicato già su Nazione Indiana il 28 maggio da chi scrive e giovedì scorso da Marco Cassini su La Stampa, gli editori indipendenti dovrebbero concentrare i loro sforzi comuni in vista di una legge sul libro, oggi non più rinviabile. Una legge che dovrebbe prevedere anche un significativo alleggerimento della pressione fiscale sulle piccole librerie indipendenti, che della bibliodiversità sono il vettore principale, nonché rivedere in profondità il sistema del sostegno economico a editori, scrittori, traduttori, librai, con l'ambizione di approssimarsi al modello francese del Centre National du Livre. Ma quel che occorre in primo luogo è impegnare un governo altro da questo sull'attuazione di una politica degna in materia di cultura, formazione scolastica e universitaria, e ricerca, perché lo sfacelo vigente non produrrà certo nuove generazioni di lettori per i libri che ci ostiniamo a pubblicare in una quotidiana opera di resistenza».
[...]
*Andrea Libero Carbone è, insieme a Roberto Speziale e Giuseppe Schifani, editore di :duepunti edizioni e membro del collettivo T/Q.
Comunicato per gentile concessione :duepunti
© :duepunti, 2011
etica ed editoria
Andrea Cortellessa "Senza scrittori"
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