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Andrea Di Cesare

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NICK HORNBY

“31 canzoni”

169 pagine

TEA, 2004

Senza trascendere certo nel capolavoro, dopo “Alta Fedeltà”, Nick Hornby non tradisce la “fedeltà” dei suoi lettori con un altro libro dedicato alla musica, suo più grande amore.

Hornby ha dalla sua parte, nonostante le trame un tantino povere, il brio di una scrittura che non annoia, e soprattutto un’altra qualità: l’onestà, ovvero, non vuole strafare, e questo ha qualcosa in sé di geniale, più della c.d. genialità di certi genialoidi che strafanno, di cui spesso si grida “al capolavoro!” Meglio un tavolo artigianalmente ben costruito, che una scultura che non sta in piedi…

No, Hornby è uno scrittore decisamente pop, nel senso di popolare, per tutti, con in più la marcia dei contenuti sempre alti e per niente banali, che in genere nella letteratura pop tendono a scadere verso il basso. Non ha, o non vuole far vedere, implicazioni politiche e ideologiche nei suoi libri, il che lo rende interessante, in un’epoca in cui, per fare strada, bisogna sempre mettersi su qualche “carrozzone”. Hornby è decisamente uno scrittore libero.

La musica trattata da Hornby assume il valore di un ideale, che segue una vita intera, che segue le nostre vite, colonna sonora di amori e disfatte, per ogni evento c’è la canzone giusta, nel nostro personalissimo film esistenziale in dolby stereo.

 

Andrea Di Cesare

  

© Andrea Di Cesare, 2006

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