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“MULHOLLAND DRIVE” MALAVASI SUL FILM PIU' DISCUSSO DI LYNCH Roma, 13 marzo 2008 - (Apcom) - “Mulholland Drive” è probabilmente uno dei film di David Lynch sui quali più si è scatenata la critica. A favorire una così vasta produzione di interpretazioni è la storia, la materia e le implicazioni - oniriche, metacinematografiche e filosofiche - cui rimanda la pellicola. Spinto dal desiderio di liberare il film dall'empasse intelletualistica di molta critica, Luca Malavasi prova a ripercorre la scrittura del e sul film, nel testo recentemente pubblicato da Lindau. Ripercorrendo scrupolosamente la questione della decodifica che tanto ha fomentato la critica sin dall'uscita del film, nel 2001, lo studioso prova a distaccare “Mulholland Drive” dalla gabbia interpretativa, comune a molte letture, che riduce il film a proiezione di un sogno. Citando accuratamente le tante varianti interpretative (come per esempio quella che identifica la parabola involutiva del personaggio di Diane/Betty come proiezione in pellicola della crisi della macchina hollywoodiana), Malavasi giunge a considerare l'intero film come un saggio sulla rinuncia del concetto di unità: sia per la psicologia dei personaggi che per le scelte di messa in scena. A conferma di questa interpretazione anche l'analisi e il confronto tra il film finito e il pilot, quello cioè che sarebbe diventato “Mulholland Drive”, se trasmesso sul piccolo schermo. Ne viene fuori quindi una definizione del film, e di conseguenza di tutta la produzione lynchiana, come prodotto che sceglie la pluralità e il sempre possibile altrimenti come modalità rappresentativa: per i personaggi, le scelte filmiche e quelle di regia. |