|
|
ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
|
UNA LISTA INFINITA e vergognosa DI MORTI BIANCHE
E’ una storia vecchia quanto il mondo, i forti sono sempre più forti, e i deboli, quelli che devono dare le loro braccia e la loro vita per un tozzo di pane, sono sempre più deboli. E’ morto, all’età di 26 anni, un sesto operaio, Rosario Rodinò, in seguito al gravissimo disastro presso la ThyssenKrupp di Torino, che ha gettato un lutto indelebile sul mondo dei lavoratori italiani. Indelebile, perché nessun risarcimento e nessuna azione politica – futura e futuribile – potranno mai cancellare queste e altre morti bianche che gridano, reclamano giustizia. Ma viene da credere che in Italia debbano sempre scapparci i morti, morti innocenti, giovani, lavoratori, per sollevare l’opinione dei politici affinché maggiore prevenzione ci sia nelle fabbriche, dove i figli di una Nazione sempre più fiacca e fiaccata vanno a lavorare alla mattina senza la certezza di poter tornare a casa la sera (sani e salvi). I nostri politicanti fanno la faccia triste, ammantano i loro discorsi di un lutto e un cordoglio poco credibili, mentre la loro litigiosità sta portando l’Italia verso un disastro certo. Una certezza sono per tutti le prossime festività natalizie, che tutti ci accingiamo a celebrare secondo il più liturgico dei riti consumistici, un consumismo che ci fa vivere anche la fede religiosa con l’euforia delle bollicine (quelle dello spumante). Si salvi chi può, dal Natale, e dalla politica. Certo, quei poveri sei operai, ormai, non li salverà più nessuno. 19-12-07 Andrea Di Cesare © Andrea Di Cesare, 2007 |