|
|
ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
MAURIZIO
CATTELAN
Milano, Palazzo Reale - 24 settembre - 24 ottobre 2010 E’
stato con leggero spavento che mi accinsi ad andare alla mostra di
Maurizio Cattelan, e con altrettanto spavento nutrivo il proposito di
recensirla. Le
cronache su questo artista, e quel poco che sapevo su di lui, me lo
presentavano in certo qual modo come esponente di un’arte criptica, per
addetti ai lavori o meglio, per iniziati, che in me non invogliava
la visita a Palazzo Reale, e nemmeno scrivere in merito, per un mio
sentimento di inadeguatezza a-priori. Mi
sbagliavo.
Davanti alle sue opere, decisamente spiazzanti, anzitutto non trovai
violenza e cattivo gusto, come spesso i giornali additarono, ma grande
poesia, rigore tecnico, leggerezza.
Qualità che solo i grandi artisti, da Mozart a Picasso, a Topor - di cui
trovai qua e là qualche traccia ispirativa - hanno saputo esprimere,
giungendo a una semplificazione geniale del caos umano, in pochi tratti,
in un insieme di note pulite, in visioni metaforiche esplosive nella loro
fulminea capacità di illuminare la mente. Non è
tutto. Trovo squisitamente puerile, rifacendomi alla radice fanciullesca
del termine (dal latino puer, ovvero, fanciullo), Cattelan, perché,
se sono riuscito ad apprezzare quanto ho visto, è stato grazie a un salto
a ritroso, grazie al quale ritrovai in me il bambino che fui. E’ uno
sforzo che, tutti, andando a questa mostra, dovremmo compiere: lasciare da
parte gli intellettualismi, e riscoprire la semplicità, la purezza
dell’infanzia. E allora ravviseremo in Maurizio Cattelan il gesto di un
bambino impertinente, dispettoso, che si ficca le dita nel naso, magari in
chiesa, o fa la pernacchia dietro a un adulto, per strada, o meglio, al
maestro di scuola! I
paragoni mi vengono con Pierino, con Gian Burrasca, ma anche con il Signor
Bonaventura, che trovava in maniera molto semplice, e sempre con onestà,
la via per far breccia nel cuore della gente, ed essere premiato; come?
Guardando la vita con occhi senza paraocchi. Andrea Di
Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2010
Milano, Piazza Affari - 24 settembre - 3 ottobre 2010