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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
MARINA RACCANELLI
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Ritratto di Marina Raccanelli © Andrea Di Cesare, 2007
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POESIE DI MONTAGNA
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Monte Averau © Fotografia di Marina Raccanelli per conoscere meglio il suo ricco mondo:
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Acqua
Senza memoria vivo, liscio i sassi; deformo le pareti, il ventre oscuro della montagna erodo; sgraffio le crode, nutro le efflorescenze del muschio e le radici, ancorate nel magma di terriccio. Dispersioni lucenti ai neri dorsi boschivi dono; sposto ramoscelli ed arbusti, interi tronchi precipitati nella mia corrente; sempre nuovi meandri ricompongo nei letti torrentizi e, quando scoppia il sole, sventolo tra i rami ondate di vapori iridescenti… trapelando e guizzando tra pareti verdi e brillanti, a tratti mi rallento: con calmo gorgoglio, disseto steli, penduli fiori ed insetti; e ancora brillo con migliaia di mobili paillettes sui laghi alpini, infine sfondo senza terrore i precipizi, esplodo in getti plurimi tremanti, fuochi di liquefatto ghiaccio cristallino.
Forcella Grande
Dura come graniglia torrentizia prosciugata dalla calura.
Sincera come giogaia dilavata da tempeste notturne, da meridiana grandine calcinata.
Possente come il Pelmo, sopra spalle di abeti.
Leggera mi vorrei come i profili delle Rocchette, resuscitate dopo oscura violenza, sottili nell’aria verginale del mattino...
Tra lo stupore blu delle genziane, sono entusiasta creatura! Ubriaca di spazi io – qui – respiro l’odore di vertigine rocciosa.
Desiderio verticale
Portami a conquistare gli uragani di pietra ed acqua, laghi d’erba, fiumi frantumati dal sole. Cantano sirene di desiderio verticale – sui bordi dei precipizi, sbattono le ciglia erbe fluttuanti, amare.
Forme incurvate come l’aria non più lontane di uno sguardo mi dissetano, in pausa. Fili verdi sorprendono la luce.
Portami ad ammirare i corvi in volo largamente rotanti, con tuffi liberi nel profondo. L’avamposto trema – quasi - si sporge sopra mondi sprofondati…s’aggrappa la miosotide alpestre ad una crepa, ed assorbe il fruscio vertiginoso come di un mare verticale.
Notturno a S.Vito
L’erba era immobile nel buio sotto la strada curva – ai lati rami e foglie sbozzati dalla luce di rarefatte lampade, e poi case profumate di legno, fieno e silenzio – dentro le mura a secco, di pietra ruvida, invisibili nel sonno uomini ed animali e c’era l’odore puro del freddo notturno ma più forti i profili dei monti neri…più in alto una luce profonda, di zaffiro
© Marina Raccanelli, 2006 Fiamma di
Natale Rincorrevano
sogni azzurri © Marina Raccanelli, 2006
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