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MARINA RACCANELLI

 

Ritratto di Marina Raccanelli

© Andrea Di Cesare, 2007

 

 

POESIE DI MONTAGNA

 

Monte Averau

© Fotografia di Marina Raccanelli

 per conoscere meglio il suo ricco mondo:

www.poesieinvolo.com

 

 

              

  Acqua

 

Senza memoria vivo, liscio i sassi;

deformo le pareti, il ventre oscuro

della montagna erodo;

sgraffio le crode, nutro

le efflorescenze del muschio e le radici,

ancorate nel magma di terriccio.

Dispersioni lucenti ai neri dorsi

boschivi  dono;  sposto

ramoscelli ed arbusti, interi tronchi

precipitati nella mia corrente;

sempre nuovi meandri ricompongo

nei letti torrentizi e, quando scoppia

il sole, sventolo tra i rami

ondate di vapori iridescenti…

trapelando e guizzando tra pareti

verdi e brillanti, a tratti mi rallento:

con calmo gorgoglio, disseto steli,

penduli fiori ed insetti; e ancora brillo

con migliaia di mobili paillettes

sui laghi alpini, infine sfondo

senza terrore i precipizi, esplodo

in getti plurimi tremanti, fuochi

di liquefatto ghiaccio cristallino.

                              

       Forcella Grande

 

Dura come graniglia torrentizia

prosciugata dalla calura.

 

Sincera come giogaia dilavata

da tempeste notturne, da meridiana

grandine calcinata.

 

Possente come il Pelmo,

sopra spalle di abeti.

 

Leggera mi vorrei come i profili

delle Rocchette, resuscitate

dopo oscura violenza, sottili

nell’aria verginale del mattino...

 

Tra lo stupore blu delle genziane,

sono entusiasta creatura!

Ubriaca di spazi io – qui – respiro

l’odore di vertigine rocciosa.

   

       Desiderio verticale

                                                    

Portami a conquistare gli uragani

di pietra ed acqua, laghi d’erba, fiumi

frantumati dal sole. Cantano sirene

di desiderio verticale – sui bordi

dei precipizi, sbattono le ciglia

erbe fluttuanti, amare.

 

Forme incurvate come l’aria

non più lontane di uno sguardo

mi dissetano, in pausa. Fili

verdi sorprendono la luce.

 

Portami ad ammirare i corvi in volo

largamente rotanti, con tuffi

liberi nel profondo. L’avamposto

trema – quasi  - si sporge sopra mondi

sprofondati…s’aggrappa la miosotide alpestre

ad una crepa, ed assorbe il fruscio vertiginoso

come di un mare verticale.

 

        Notturno a S.Vito

 

 

L’erba era immobile nel buio

sotto la strada  curva – ai lati

rami e foglie sbozzati dalla luce

di rarefatte lampade, e poi case

profumate di legno, fieno e silenzio –

dentro le mura a secco, di pietra

ruvida, invisibili nel sonno

uomini ed animali

                             e c’era

l’odore puro del freddo notturno

ma più forti i profili dei monti

neri…più in alto

una luce profonda, di zaffiro

 

© Marina Raccanelli, 2006


Fiamma di Natale
 

 Rincorrevano sogni azzurri
 in attesa vibrante
onde su onde al neon

 squarciò la rete, in veste d'albero
 fiamma dal cuore oscuro:
 accendeva candele gialle
 avvolgendo d'amore, tutto...

 Questi versi sono ispirati all'immagine del mio amico Amos Crivellari,
 

© Marina Raccanelli, 2006

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