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Andrea Di Cesare

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LO SPECCHIO MATERNO

A cura di Anna Scacchi

Luca Sossella Editore, 2005

Pagine 260

Euro 12,00

Madri e figlie tra biografia e letteratura: così recita il sottotitolo del Volume qui presentato. Una testimonianza sul contrastato rapporto di madri e figlie, attraverso la lente d’ingrandimento della speculazione femminista nella Storia del ‘900. Il Volume riporta saggi e racconti che ripercorrono il rapporto con la propria madre di varie personalità, come Kate Chopin, Charlotte Perkins e altre ancora, col linguaggio della memoria, volto a scoprire l’origine delle ferite che hanno inciso nella vita delle protagoniste. La madre viene ricreata e riscoperta tramite l’arte del racconto, grazie alla quale, in alcuni casi, la ferita si rimargina, il dolore si sana, e la coppia madre-figlia si riappropria di un rapporto che era stato a essa negato dal predominio del padre, secondo quell’ottica fallocentrica che vede nella figura maschile colui che “interdice il corpo a corpo con la madre” (Luce Irigaray).

Si ripercorre, in questo Volume, anche il dettato femminista, sin dalla sua origine, che sta alla base del “non saper amare la propria madre” (Luisa Muraro), del difficile rapporto del femminismo col materno, e lo sforzo della Comunità filosofica Diotima, di cui la Muraro è una delle fondatrici, per creare un cambiamento epistemologico nel femminismo, che faciliti il passaggio dalla fase della critica “alla produzione di un immaginario femminile alternativo, che ponga la figura della madre al proprio centro” (dall’Introduzione di Anna Scacchi).

Dalla critica al patriarcato (Muraro), il mondo femminista ha ricavato autocoscienza, ma non una durevole affermazione dei propri diritti, “di significare liberamente la grandezza del femminile, da me incontrata e pienamente riconosciuta nei primi mesi e anni di vita, nella persona di mia madre, e poi tristemente perduta di vista e quasi rinnegata”.

 Andrea Di Cesare 

© Andrea Di Cesare, 2007

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Les mères et les filles entre la biographie et de la littérature: c'est ainsi que se lit le sous-titre du volume présenté ici. Un témoin a contesté la relation des mères et des filles, par le biais de la loupe de la spéculation dans l'histoire féministe de the'900. Le volume contient des essais et des récits qui trace la relation avec sa mère à diverses personnalités telles que Kate Chopin, Charlotte Perkins et d'autres, avec la langue de la mémoire, visant à découvrir l'origine des blessures qui ont affecté la vie des protagonistes. La mère est recréé et redécouverte par l'art de la narration, qui, dans certains cas, la blessure est rimargina, la douleur est en bonne santé, et la mère-fille paire sera un rapport qui a été refusé à elle par la domination le père, selon quell'ottica fallocentrica qui voit la figure masculine qui "interdite corps à corps avec la mère» (Luce Irigaray).
Il retrace dans ce volume, la dictée féministe, depuis son origine, qui est la base de "ne pas savoir comment l'amour de leur mère" (Luisa Muraro), les rapports difficiles avec la mère du féminisme, et les efforts de l'philosophique Diotima , Dont Muraro est l'un des fondateurs, pour créer un changement épistémologique dans le féminisme, ce qui facilite la transition de la phase critique de la production d'un imaginaire féminin alternative, qui met à la figure de sa mère coeur "(par l'introduction de Anna Scacchi).
De la critique du patriarcat (Muraro), le monde a gagné en auto-féministe, mais pas une déclaration durable de leurs droits », pour signifier la grandeur de libérer les femmes, j'ai rencontré et pleinement reconnus dans les premiers mois et les années de la vie, en la personne de Ma mère, et puis malheureusement perdu de vue et près de renégat. "

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