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Andrea Di Cesare

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MARIA CRISTINA FAZARI

“LOUIS GORRET – profilo biografico di un prete tradizionalista fra Otto e Novecento”

pagg. 159

BIOGRAPHICA, 2007

Euro 12,00

 

Valle D’Aosta, fra i due secoli Otto e Novecento. Un territorio aspro, freddo, povero. Qui, fare il prete, può anche essere una, o l’unica maniera di potersi garantire – attraverso lo studio in seminario – un’educazione che, altrimenti, sarebbe destinata a morire fra tante fatiche da contadino sui campi e negli alpeggi. La famiglia di Louis Gorret era molto povera, e poteva vantare altri preti al suo interno. Gorret cresce - però - sin da giovane con l’idea di dedicare la sua vita a Dio, e così lo vediamo già all’età 12 anni nel seminario minore, intento a studiare e a conoscere se stesso (per suo stesso dire – n.d.r.).

Seguiamo, in questa biografia, la vicenda personale di Louis Gorret, la sua ascesa agli alti gradi della Chiesa valdostana, non senza i tanti problemi derivanti dalla sua rigida e dogmatica impostazione di pensiero.

Erano gli anni in cui iniziavano le lotte operaie, e i “mangia preti” erano altamente temuti dalla Chiesa. Così, Gorret – con l’intenzione di dare una dottrina ai più giovani – pensò di istituire il “Cercle Saint – Joconde” per dare un’alternativa ai tanti giovani operai che, in poche ore di divertimento, erano in grado di spendere tutta la loro paga.

Lo sfondo della vicenda è quello di una Regione montuosa tanto bella quanto severa, e lo si percepisce nel tratto che l’Autrice dà alla moralità stessa del prete Gorret. Un canonico ambizioso, al quale poco mancò per essere Vescovo di Aosta, anche se la sua non-nomina fu determinata dalle complesse vicende storiche, in base alle quali egli non fu preferito, in quanto la Chiesa non poteva permettersi di nominare ad un sì alto grado un prete ostico come Gorret.

A quanti amano la Valle D’Aosta, consiglio questo libro, da leggere un po’ per volta, proprio come, lentamente, il buon camminatore è abituato a salire un dolce, ma faticoso pendio. Un libro che porta il lettore in alto, non tanto nella fede o per la fede, ma per l’elevatezza che potrà scoprire in un umile prete valdostano di due secoli fa.

 Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2008

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