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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
SOPRAVVIVERE DA INTERINALE
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Più salario più lavoro più diritti più pensioni, queste le voci rivendicate nell’ultimo sciopero generale dei lavoratori italiani, sull’onda anche delle molteplici tragedie “bianche” che hanno colpito il settore produttivo lo scorso 10 dicembre 2008. Sembra però strano che nessun sindacato rivendichi “più sicurezza”, un tema che rischia di sbiadire, di passare in secondo piano in un momento in cui i riflettori sono per lo più puntati sulla crisi economica. Forse si tende a considerare la sicurezza un diritto, e quindi a non rivendicarla apertamente, ma in un mondo di lavoratori per la maggior parte interinali, il diritto di lavorare spesso spinge la sicurezza oltre il limite, spinge a mettersi a rischio per fare bella figura con le dirigenze, nella speranza di una proroga contrattuale di altri sei mesi, promesse fatte in cambio di uno zelo che si fa pagare anche con la morte sul lavoro. Gli operai morti lo scorso 10 dicembre avevano tutti su per giù vent’anni, interinali che lavoravano sotto il ricatto/promessa di un contratto a tempo indeterminato, che invece non arrivava, sempre rimandato di sei mesi in sei mesi. Queste morti sembrano un bollettino di guerra, la guerra che i più svantaggiati combattono ogni giorno in fabbrica, nei cantieri, sulle strade, contro una classe di padroni che affama le loro bocche e arma le loro braccia contro loro stessi. Padroni che non fanno della vera formazione antinfortunistica, che non investono in una materia che ai loro occhi può sembrare inutile al fine del - loro - profitto, e mandano in produzione coloro che, assunti tramite agenzia interinale, non hanno voce in capitolo in materia di diritti e tutele. Allo stato attuale il “Testo unico” sulla sicurezza approvato dal centrosinistra sta cadendo sotto i colpi demolitori di Governo e imprese. Un mattone dopo l’altro, vengono così demolite anche le speranze di chi al mattino si reca al lavoro, senza la certezza di sopravvivere a un’altra giornata da interinale. Il manifesto del 5 dicembre 2008 avrebbe infatti rivelato in anteprima l’ipotesi d’avviso comune che smonta il “Testo unico” (Il manifesto, 10 dicembre 2008). Andrea Di Cesare © Andrea Di Cesare, 2008 |
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