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LATTE CRUDO - NUOVE FORME DI IMPRUDENZA? l'11 settembre ci ha cambiati

Mi sorprende il recente dibattito sulla commestibilità e sui rischi derivati dal latte crudo, venduto dai produttori ai consumatori nei distributori automatici. Viene da chiedermi - senza entrare nel merito della reale o non accertata dannosità per l’organismo, del latte crudo – quanto giochi l’imprudenza, il fatalismo, una forma strana di ottimismo (“tanto io non m’ammalo”) di chi a cuor leggero acquisti questo genere di prodotto, senza contare che da sempre il latte si beve preferibilmente pastorizzato (non credo che la scoperta del processo di pastorizzazione dei cibi sia stata inutile, e che la si sia utilizzata con l’unico scopo di appesantire e rallentare i processi di produzione e vendita dei cibi, senza tener in alcun conto la necessità della salute pubblica!).

Mi ricordo, a ridosso degli attentati dell’11 settembre 2001, di aver letto sul giornale che, nella sola città di New York, erano aumentati a dismisura i rapporti sessuali non protetti. Ricerca di calore, di tenerezza, e - forse - convinzione inconscia - di massa - di poter sconfiggere il “male”, il pessimismo indotto dal clima di terrore, con il semplice atto di non prendere una necessaria precauzione, un atteggiamento che richiama alla mente i processi mentali di tipo magico, primitivo.

Sto constatando da un po’ di anni - proprio a partire da quell’11 settembre - un calo dell’attenzione tra le persone per quanto riguarda le pratiche e le abitudini che potrebbero preservarci dai danni. Un esempio ne è il proliferare di associazioni dallo statuto dubbio e agenzie che propongono difficili trekking in montagna, scalate e discese di torrenti, senza che per questo venga richiesta la necessaria preparazione - come una volta faceva il Club Alpino Italiano - oppure di gruppi “psicoterapeutici” che si riuniscono in improbabili cascinali di campagna allo scopo di ritrovare “l’equilibrio”, e magari farlo perdere del tutto a quei poveri e fiduciosi malcapitati. Loretta Napoleoni (in “Economia Canaglia”) ha affrontato il tema della caduta del muro di Berlino, attribuendovi la causa del proliferare di economie canaglia, di piraterie e nuove forme di violenza. Questa geniale studiosa, ha anche attribuito alla scomparsa del blocco sovietico il crescente stato di terrore e pericolo che l’Occidente sta vivendo. Per estensione, io aggiungerei che la scomparsa dei due blocchi, abbia contribuito a far scomparire, a far cancellare istituzioni come i partiti politici, a generare una sorta di relativismo in cui si tende a diffidare di tutte le istituzioni, e anche delle regole (viste – appunto – come muri da abbattere). E perché no, potrebbe anche aver generato questo stato di abbassamento della soglia di attenzione, per cui si vede - nella regola di pastorizzare il latte - qualcosa di fastidioso, di superfluo, di cui sbarazzarsi, retaggio di antiche paure che (dal muro di Berlino in poi), vogliamo abbattere e allontanare dalla nostra coscienza. Ma … stiamo attenti …

20 dicembre 2008

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2008

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