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QUANDO LA MEMORIA VIENE VILIPESA IN NOME DI ANTICHI SIMBOLI CHE CREDEVAMO DI AVERE CANCELLATO.
Un fatto grave di cronaca a Busto Arsizio richiama a riflettere: bastano le bandiere del 25 aprile per difendere la Nostra Costituzione?
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AGGREDITO DA UN GRUPPO DI NAZISKIN A BUSTO ARSIZIO IL DECANO 84ENNE DEI DEPORTATI NEI CAMPI DI STERMINIO NAZISTI. NESSUNO LO HA DIFESO. Angioletto Castiglioni rilascia una intervista a Radio Popolare, nella quale racconta ciò che, sabato scorso, gli è capitato nel centro cittadino, davanti a una folla indifferente. Il fatto - già di per sé grave - che un gruppo di giovani tenti di aggredire un anziano da solo e inerme, è ulteriormente aggravato dalla componente politica dell'episodio, che si sarebbe espressa nell'inneggiare ad antichi simboli hitleriani per intimidire colui che, agli occhi di questi giovani nazisti, sarebbe il rappresentante di Valori, come la Costituzione e la Democrazia, per i quali egli - con tanti altri suoi compagni morti nei campi di sterminio - avrebbe lottato, a costo della vita. Questi inneggianti nazisti poco più che 20enni, sono così incoscienti da poter ancora sventolare il loro saluto, incuranti della Storia? Una Storia che vorrebbero, come vogliono i tanti revisionisti, cancellata? Ma noi ci chiediamo, sconsolati: bastano quelle sempre più sparute bandiere del 25 aprile, a difendere un Valore come la Costituzione, se il Valore primario sul quale essa dovrebbe basarsi, ovvero, la Memoria, sta svanendo come nebbia al sole? Gli attuali attacchi alla Costituzione Italiana sono il risultato di un progressivo allentarsi della coscienza storica. La Memoria non si risolve in un semplice atto mnemonico: deve essere il principio che alimenta costantemente le nostre azioni. Forse, la passività con cui le nuove generazioni studiano la Storia, è il motivo per cui quei terribili fatti storici stanno progressivamente perdendo di pregnanza e di vitalità, stanno diventando semplici fatti libreschi, su cui esercitare non la Memoria ma un semplice atto mnemonico. Dico questo, perché, per ricordare bisogna anche CAPIRE. Andrea Di Cesare Milano, 26 settembre 2007 © Andrea Di Cesare, 2007 |