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KEANE - MILANO 18 MAGGIO 2006 ROLLING STONE

Words By: Claudio Baroni

Prima Parte:

Questo Concerto non è stato Bello. Questo Concerto per il sottoscritto è risultato essere splendido. Punto. I Keane, la Band Inglese protagonista della serata milanese, sono stati nel 2004 (con l’Album di Debutto “Hopes and Fears”) una fra le tante “Next Big Thing” Made in Uk. Attualmente sono solamente i Keane, e scusate se è poco.

Quando rimango affascinato da cotante beltà mi riesce difficile essere lucido e di conseguenza descrivere con la dovuta razionalità gli accadimenti. Cerchiamo di capirci meglio: la musica di questa sera proposta da Tom Chaplin, Richard David Hughes e Timothy James Rice Oxley è paragonabile ad una bella Donna Bionda (decisamente tinta), non molto appariscente ma carina. La quale entra nel tuo letto nuda ed inizia a coccolarti… Forse con questa descrizione (un po’ teatrale) posso essermi avvicinato al mood di questo Live.

Seconda Parte:

Ho Trentotto Anni (con una fottuta ernia ietale che mi tormenta) ed in questo posto (il Locale per antonomasia Rolling Stone) mi sono sentito vecchio. Non mi sono mai sentito così fuori posto come in queste ore trascorse in compagnia di un pubblico giovane (distante anni luce da quello che incontravo anni fa quando bazzicavo questa discoteca) abbigliato con vestiti casual firmati, cellulari perennemente accesi e macchine fotografiche digitali in azione per tutta la durata del set. Ricordo ancora – come se fosse oggi – il mio primo Concerto in assoluto: The Residents Live In Milano (Rolling Stone) 13 Giugno 1983. Sembra un secolo fa, da allora il Rolling Stone è cambiato (è stato ristrutturato, ora la capienza è ridotta e l’aria condizionata ti entra nelle ossa), ma quella sottile emozione che ti preme addosso ogni volta che entri è sempre la stessa di allora!

Terza Parte:

Tornando di botto allo show dei Keane, bisogna scrivere che il loro Pop DolceAmaro è adatto a tutti quei Cuori malinconici traviati e “trombati” dall’Amore “Sbagliato”; e che ancora (nonostante ripetute sedute da analisti vari) non si sono ripresi. Non è decisamente per tutti questa musica, le persone dal Cuore di pietra (beati loro) non capirebbero. I tre Keane hanno saputo indossare il vestito buono (come imbastire un Signor Concerto con “solo” Batteria-Voce e Tastiere) e dosare adeguatamente il materiale nuovo e vecchio. Le “Classiche” “Everybody’s Changing” e “This Is The Last Time” hanno in un certo qual modo avuto l’oneroso compito di presentare alcune nuove Canzoni (“The Frog Prince” e “Hamburg Song”) che saranno incluse nel Lavoro intitolato “Under The Iron Sea” (in uscita –data Uk- per la Universal il 12 Giugno 2006). Pezzi decisamente semplici e malinconici, di una malinconia canaglia e struggente che pontifica un abbattimento dell’Anima inspiegabile e forse autolesionista. E dunque dopo circa un’oretta di spettacolo si accendono le luci sui volti del pubblico presente in sala. Gaudenti (e per nulla depressi) per aver assistito ad un grande Show. Ed ora via di corsa per non perdere l’ultimo Tram disponibile per ritornare a casa e piangere su un passato crudele che non ne vuole sapere di sparire per sempre dalla tua vita. 

Alla Mia Cara Amica che mai più tornerà…  

Claudio Baroni 

© Claudio Baroni, 2006

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