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LIFE IS TRAGIC, SIMPLY BECAUSE THE EARTH TURNS AND THE SUN…

Reviewed by Claudio Baroni 

 

THE ALIENS

ALIENOID STARMONICA

EP

EMI

2006

E si riprende più in forma che mai. Si riprende con un lavoro “Alienoid Starmonica” che già il titolo dovrebbe anticiparne i contenuti. Gli autori si fanno chiamare The Aliens, ovvero Robin Jones-John Maclean e Gordon Anderson tutti personaggi appartenenti al giro della Beta Band. L’attitudine rimane, dunque, quella del gruppo primigenio, schizzate divagazioni pop in puro stile Frank Zappa. Suoni, a volte confusionari e caotici, suoni ora sixties-style, ora in bassa frequenza. Battiti celeri e disarmonici, ma con un incipit di aggraziata melodia…

THE LITTLE ONES

SING SONG

CD

HEAVENLY/EMI

2006

Dopo il sabato arriva ovviamente la domenica. Bagnetto canonico e poi intorno alle 15:00 circa il sottoscritto inizia a carburare. Il cd che gira ora sul lettore buono risponde al nome di “Sing Song”, gli autori sono The Little Ones; èh già, tutto questo mi mette di buon umore. Su My Space il gruppo si definisce indie, folk rock, psychedelic - e poi? Ma va bene così dai… continuano la presentazione citando la loro provenienza: “El pueblo de nuestra senora la reina de la California United States”. E se non si tratta di uno scherzo The Little Ones sono dunque statunitensi, il caso vuole che il sound è tutt’altro che americano. “Sing Song” suona spudoratamente british, nelle sue vene pulsa lager made in uk. Io li trovo tremendamente adorabili, da ascoltare dal lunedì alla domenica; sabato compreso ovviamente!

  

MARDI GRAS

DROPS MADE

CD 

Dedicato a questa domenica infinita, dedicato alla nebbia che quasi sicuramente anche questa sera tingerà Milano, e dedicato infine ai Mardi Gras, i quali (Alessandro-Davide-Fabrizio-Silvia) hanno saputo registrare un disco semplice. “Drops Made” si fa ben ascoltare, è come il canonico te inglese delle ore cinque o giù di lì. Orbene se manca io m’incazzo da morire. I Mardi Gras con la tiepida poesia folk (molto Opal) rassicurano questo sommesso finale di giornata. La voce di Silvia, infine, non ha proprio nulla da invidiare a tante celebrate ugole anglofone.

  

THE OTHERS

INWARD PARTS

CD – PROMOTIONAL USE ONLY

2006

LIME RECORDS

Accidenti cosa scrivere, lo ripeto: cosa scrivere? Ovvietà su ovvietà, non c’è scampo; il tempo inesorabilmente erode e corrode tutto. The Others (tanto per cambiare) erano una delle tante “next big thing” del cosiddetto british pop in evoluzione, in bella compagnia di Bloc Party, Maximo Park… Dunque per le ultime due formazioni il delicato secondo album è stato realizzato sempre per la stessa etichetta, The Others (i quali incidevano per una major di quelle potenti ma potenti veramente) hanno dovuto ripiegare e ritornare a pubblicare per un’indie label (Lime Records). I motivi di questo cambio non li conosco, però sono abbastanza presumibili, comunque chissefrenega, in quanto “Inward Parts” non sposta di una virgola l’opinione su questo gruppo. The Others sanno comporre piacevoli canzoni pop-punk (con un lieve accenno di melodia), nulla di imprescindibile ma sicuramente ascoltabili ed a tratti anche godibili.

 

GRANDADBOB

GARDEN OF HAPPINES

CD

SOUTHERN FRIED RECORDS

2006

Molto probabilmente nessuno o quasi vorrà credere a ciò che mi accingo a mettere nero su bianco. Ovvero mettere in evidenza  quanto è difficile mettere in fila dieci (dico dieci o giù di lì) righe apparentemente credibili per una fottuta recensione. Per questo meraviglioso lavoro (critico musicale) ascolto tanto proprio tanto materiale, il più delle volte difficilmente ascoltabile; e del quale se ne avrebbe fatto volentieri a meno. Io ne parlo cercando di essere il più educato ed obbiettivo possibile. Ebbene tutto questo pistolotto per consigliare vivamente l’acquisto di “Garden Of Happiness” dei britannici Grandadbob (Sheffield). Lavoro a dir poco eclettico, si passa dal suono Prefab Sprout di “Come With Me”, alle atmosfere 4ad (“Shake There”) fino a giungere alla Madonna (sì proprio lei la cantante) del brano sublime “Pictures”… Validissimo…  

 

MOUSE EAT MOUSE

MAIR LICHT

CD

HACKPEN RECORDS

2006

Attenzione, si scrive così: handle with care. “Mair Licht” by Mouse Eat Mouse: un cd da maneggiare con la dovuta cura. Lavoro intenso, pregevole ma profondamente “intellettualoide” (nel senso positivo del termine s’intende) dove la band scozzese riesce ad addomesticare un forte phatos con uno spoken word intriso di deliberate “scellerate” note. Un piccolo consiglio, non fermatevi al primo frammentario ascolto (quando state sorseggiando il caffè mattutino del sabato) ma concedete più di un’occasione per far sì che “Mair Licht” si diffonda per l’aere. Ed il paragone, per nulla forzato, con The Fall non è un proprio errato.

  

Claudio Baroni

  © Claudio Baroni, 2007

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