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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
Andrea Busto IL VELO tra mistero, seduzione,
misticismo, sensualità, potere e religione. Pagine 309 Silvana Editoriale, 2007 Euro 35,00
Associato alla cultura islamica, nel coprire le
fattezze femminili, il velo ha in realtà origini e usi anche in altre
culture, come in quella greca e, più di recente, anglosassone (anche se,
in quest’ultima, limitata al periodo Tudor) (Wikipedia). Il termine
origina dal latino velum (nascondere) e vehlum (trasportare). Oltre a
nascondere, il velo ri-vela l’immagine sottostante, come ad esempio nei
sudari. Cara al Cristianesimo, è l’immagine del velo che conserva
l’impronta delle fattezze di Gesù Cristo. Supporto, quindi, di una antica
e ormai mitica deposizione, che può giungere ai nostri giorni grazie alle
proprietà fisico-chimiche del tessuto. Impronte e miracolose immagini sono
associate al velo nella cultura delle religioni. Dio vorrebbe quindi,
tramite questo “messaggero” fisico, inviarci il segno della sua grandezza.
Scienza-mito e religione, oltre all’arte che tanto uso ne ha sempre fatto,
sono associate al Velo, immagine diafana di un ornamento o addirittura
segno di status sociale. Il velo si presta al trasporto di immagini acheropite, ovvero, immagini fatte non da mano umana, e quindi
dall’origine misteriosa. Sinonimo quindi di velo è anche il mistero.
Fattezze velate, assumono valore e profondità prospettica, come in certi
paesaggi nelle giornate lievemente fosche. La trasparenza, crea piani di
lettura molteplici, strati e sovrapposizioni che danno maggiore profondità
alla visione.
L’immagine medievale della Veronica ci propone
generalmente una donna inturbantata e leggermente sofferente, che ci
mostra un velo sul quale vi è impresso il volto di Cristo. Il fazzoletto,
teso fra le mani, cade verso terra in rilassata morbidezza. Vi è pietà e
volontà di manifestazione di un prodigio, quale il velo si presta a
mostrare.
Sin dall’antichità, però, il velo è anche legato alla
pudicizia e all’amore. Preservare le forme e nasconderle al pubblico
sguardo, è da sempre un dettame che anche i più illustri poeti e artisti
hanno saputo raffigurare e celebrare. Quasi a voler preservare il dono più
bello dal degradarsi in spettacolo che svilirebbe l’elevata bellezza di un
dono, il corpo, dal valore divino.
Attraverso la testimonianza di recenti artisti, come
Mimmo Paladino, Alessandro Bulgini, Katsuhito Nishikawa, il catalogo qui
presentato affronta anche il tema del velo e delle velature nell’arte
contemporanea. La successione di immagini riprodotte corre sul filo della
storia dell’arte degli ultimi vent’anni, citando anche opere concettuali e
astratte di Robert Rauschenberg, Jenny Watson, Paolo Gonzato, per poi
correre indietro di diversi secoli, e proporci il “Cristo Morto” di Andrea
Mantenga e il “Lamento di Maria Maddalena” di Arnold Böcklin.
Volume affascinante e profondo per lo sguardo attraverso i secoli e le
culture, una carrellata quasi cinematografica, in cui il “montaggio” a
volte sorprende con inaspettati colpi di scena.
Andrea Di Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2008