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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007

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Andrea Di Cesare

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Un inevitabile “rumore di fondo” si percepisce leggendo il bel libro di Andrea Di Cesare Il buio e la grande bambina triste (uno dei titoli, a mio modesto parere, migliori degli ultimi almeno dieci anni di letteratura italiana), un sottile sibilo quasi impercettibile che solo buone orecchie -e soprattutto ben allenate- possono ascoltare… Un romanzo breve – cito dalla terza di copertina scritta da Rodolfo Boccalatte- ma verosimilmente intenso e vibrante, contraddistinto da una passione per la scrittura veramente notevole. L’opera del Di Cesare è lenta e –ripeto- quasi impercettibile nel suo incedere, si respira in questo testo una veemente padronanza del malessere attuale della nostra incupita società. La storia d’amore pare quasi essere, per questo sagace autore, un pretesto per narrare un malessere interiore; che è anche il malessere di molte persone. Queste parole, a volte dure a volte morbide e dirette, colpiscono al cuore come una pellicola di Fellini o un disco di De André. Con gli opportuni distinguo fra le varie arti Andrea descrive posti, luoghi, situazioni, rapporti interpersonali che sembrano viaggiare sulle coordinate sonore di un bel disco di Fabrizio o sui fotogrammi del Federico cineasta… Non importa se Il buio e la grande bambina triste vi farà piangere di malinconia, vi renderà depressi; ebbene se queste emozioni nasceranno in voi significherà che l’intento del Di Cesare –per il sottoscritto- sarà stato raggiunto. Riflettere, masticare amaro ma –in ogni caso- andare sempre avanti: “fottendosene” di un passato lacerato, di un presente malato e di un futuro che si mangerà ogni piccola vostra cellula nervosa. Stay Free Caro Andrea

 Claudio Baroni  

© Claudio Baroni, 2006

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