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Andrea Di Cesare

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IGNAZIO SILONE

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento  diretto da Achille Biele

Ignazio Silone nacque a Pescina, in provincia dell’Aquila, il 1° maggio 1900, da padre contadino e madre tessitrice. Frequentò il ginnasio nel seminario della diocesi dell’Aquila. A 15 anni, rimasto senza genitrori a causa del terremoto, prosegue i suoi studi in un istituto religioso di Reggio Calabria.

I fatti della sua terra, dolorosamente raccontati,  assurgono a insegnamento morale, invitando il lettore a un profondo esame di coscienza. Silone credeva nella funzione di guida dello scrittore in seno alla società. La causa della verità è l’unica vera causa che – secondo Silone – la letteratura debba servire. L’unica cosa che l’abbia veramente interessato, era la condizione dell’uomo nell’ingranaggio della società. Al centro del suo interesse era l’uomo nel suo rapporto con gli altri, con l’ingranaggio. La sua difesa andava sempre verso l’uomo e non verso l’ingranaggio. La sua scrittura era assoluta necessità di testimoniare. Bisogno di liberarsi di un’ossessione. Testimonianza di una verità appresa attraverso l’esperienza di vita.

Nel suo lavoro, Silone usava gli strumenti della grande stagione del naturalismo e del verismo. Non gli erano estranei scrittori come Zola o De Roberto.

Sue opere più celebri:

-         “Fontamara”;

-         “Pane e vino”;

-         Il segreto di Luca”;

-         “L’avventura di un povero cristiano”

 23 aprile 2004

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2004

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