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Andrea Di Cesare

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HOWARD FAST

E’ del 12 marzo 2003 la morte dello scrittore americano Howard Fast. Penna versatile e prolifica, quella di Howard Fast, nato nel 1914 da famiglia operaia. Nella sua lunga e variegata carriera, Fast si cimenta col romanzo storico (“Spartacus”, versione cinematografica di Stanley Kubrick, 1960), con la spy story e l’affresco a sfondo sociale, vedasi il celebre “Sciopero a Clarkton”. Molte le sue opere finite sulla pellicola, prima fra tutte la sua novella “Rachel”.

Spirito ribelle, Fast abbandona le scuole e si dedica a molti umili mestieri, per giungere in età matura alla scrittura di professione. Ma il suo animo è già temprato dalle mille disillusioni di un sogno americano che lascia l’amaro in bocca. L’adesione al partito comunista gli costa la persecuzione del maccartismo.

 Si rifiuta di fare i nomi dei suoi compagni, e viene condannato per oltraggio al Congresso.

Howard Fast lascia un vuoto incolmabile nella cultura americana, e non solo, per chi ha amato degli scrittori americani del dopoguerra la vena democratica e la prosa semplice, realistica, capace di dare corpo alle storie più vere e umili, prese dalla vita di tutti i giorni, secondo il dettame hemingwayano “scrivere di cose semplici che si conoscono”.

 

Andrea Di Cesare

 

© Andrea Di Cesare, 2006

 

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