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Andrea Di Cesare

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PERICOLI DEL CIBO SPAZZATURA

Le multinazionali del cibo attentano alla nostra salute

HAMBURGER A RISCHIO

Ho già trattato nella recensione del Volume “Toxic” il tema dei rischi legati al cibo prodotto da multinazionali dell’alimentazione, che non conducono controlli adeguati sulla filiera alimentare e sulla qualità della materia prima. All’età di tre anni, nel 2001, Kevin Kowalcyk negli Stati Uniti muore, dopo una lunga e devastante agonia, a seguito dell’ingerimento  di un hamburger che gli avrebbe causato lo spappolamento di tutti gli organi interni. La causa di tale effetto degenerativo fulminante, sarebbe stata attribuita al batterio E.coli O157:H7, “un batterio che vive nell’intestino degli animali”(Toxic), e che - grazie alla sua adattabilità alle temperature corporee dell’uomo - si può trasmettere alle persone, se la carne ingerita non è stata sufficientemente cotta, o trattata alla fonte in maniera igienicamente adeguata. Su quest’ultimo punto, ci sarebbe da evidenziare quanto il Corriere della Sera del 5 ottobre 2009 - a pag. 23 - riferisce in merito alla infezione che ha colpito una ragazza del Minnesota (Stati Uniti) dopo aver mangiato un hamburger della catena alimentare Cargill, che l’avrebbe portata alla paralisi motoria. Nel succitato articolo, viene riportato che la catena alimentare Cargill avrebbe immesso sul mercato ingenti quantità di carni poco controllate, macinate e assemblate senza sufficiente rigore igienico, causando - lo stesso giorno in cui Stephanie si è ammalata - una epidemia di 940 persone con sintomi più lievi. Il Corriere della Sera si esprime addirittura nei seguenti termini: “di fatto mangiare un hamburger equivale a una scommessa” (…) “mancano seri test sugli ingredienti (degli hamburger e della carne macinata – n.d.r.) e la loro origine, le ispezioni negli impianti vengono ridotte al minimo per tagliare sui costi, i lavaggi delle carcasse sono sempre approssimativi, le direttive emesse dal Dipartimento dell’Agricoltura quasi sempre rimangono inapplicate”. Riferendosi all’hamburger ingerito da Stephanie, il Corriere della Sera dice: “Era un impasto immondo, fatto di ritagli di mattatoio pieni di grasso e di una poltiglia ottenuta centrifugando i resti degli animali (…)”.  

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Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 12 ottobre 2009

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