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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
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HACKERS - la storia, le storie Saggio storico – giocoso e divertente A cura di Maya Pagg. 112 Edizioni Malatempora, 2004 Euro 8,00
Gli Hackers non sono Cracker, anche se l’uso corrente del termine è da tempo stato assimilato a quello dei criminali informatici, che si infiltrano nei sistemi altrui per trarne qualche beneficio personale, o semplicemente per danneggiare. Cosa è la filosofia Hacker? Si dovrebbe fare un – lungo – passo indietro, e andare in California negli anni’70 del secolo scorso. Laggiù, in quel vasto territorio, era nata, in quel periodo, la prima e più avanzata cultura informatica, grazie all’attività, per lo più nascosta e anonima, di gruppi di appassionati dei primi pc che, studiando i tabulati stampati – gettati nei rifiuti, per strada – di grandi ditte, iniziavano a scoprire le falle dei sistemi. Il fenomeno Silicon Valley stava avanzando, sempre più garages venivano trasformati in piccole ditte di assemblaggio di pc. Gli Hackers elaboravano le loro “filosofie” sull’uso democratico dei sistemi di comunicazione, e sperimentavano le prime telefonate gratuite – pirate – in teleselezione da uno Stato all’altro degli USA. Comunicare – secondo la filosofia Hacker – è un diritto di tutti, e soprattutto comunicare gratis. Sulla base di questo assunto, gli Hacker storici si sono sempre scagliati contro i sistemi di realtà finanziarie ed economiche che facevano un uso non corretto dei mezzi di comunicazione, ricavandone grossi guadagni a discapito della buona fede della gente. Col tempo – fine anni’80, inizio anni’90 – l’hackeraggio si è evoluto nel senso di una produzione di pensiero, di informazioni, messe a disposizione del pubblico in maniera gratuita: è nata la controinformazione. Principi di giustizia ed equità animano la filosofia Hacker sin dai suoi primordi. Oggigiorno stiamo assistendo, però, a una deriva utilitaristica di questo assunto, l’ideale di base si sta perdendo, così molti ragazzini (per lo più classificabili come Lamer o Nerd), fanno irruzione nei sistemi altrui solo per rubare, o divertirsi, o passare il tempo, o disturbare l’attività lavorativa di individui o entità a loro antipatiche.
Andrea Di Cesare © Andrea Di Cesare, 2007
Hackers are not the Cracker, even if the current use of the term has
long been equated to that of criminal information, which infiltrate
other systems to gain some personal benefit, or simply to cause damage.
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