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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
GUIDO
CREPAX
Euro 30,00
© Barbara
Silvia Ramponi, 2008
Valentina, la forma del tempo
di Barbara Silvia Ramponi
“Il pennino è il mio psicanalista. Mi aiuta a far uscire ciò che voglio, a
volte ciò che non voglio”. In una tavola disegnata per il volume Le portrait fragmenté
(1976) l’”imbarazzato” fumettista, penna e occhiali
alla mano, si presenta fra le tre muse ispiratrici: sul grande schermo il
volto di Lulù, mitica diva del film muto del 1928 di G. W. Pabst. Sedute
al suo fianco la moglie Luisa e Valentina. “Valentina era una di casa”
ricorda Caterina, figlia di Guido Crepax (Milano, 1933-2003), curatrice
con Massimo Gallerani della mostra, un grande tributo affettivo alla
personalità curiosa, ricca, colta dell’artista che ha disegnato e scritto
oltre 5000 tavole a fumetti. Scopriamo moltissimo di Crepax. Nelle
interviste filmate, dove si racconta con una semplicità disarmante e nelle
testimonianze degli amici. Nelle stupende tavole originali dai pulitissimi
bianchi e neri e nelle riproduzioni grafiche, le gigantografie su
pannello, pareti dell’allestimento, tutti pezzi unici acquistabili previa
prenotazione. Nel fitto intreccio di citazioni cinematografiche, musicali,
letterarie, artistiche qui documentate. E negli oggetti reali del suo
vissuto, dai ritagli di Elle e Vogue al mobilio dello studio di casa
fedelmente ricostruito. Fino al passatempo preferito, gli inediti
bellissimi soldatini di carta. Introduce il visitatore il raffinato
erotismo in punta di stilo che “sfila” il collant alla donna che tutte
invidiamo, scherzoso striptease per la gioia dell’incolpevole voyeur. Una
donna reale, emancipata, trasgressiva, femminile, ancora attualissima.
Valentina Rosselli, nata il 25/12/1942, residente a Milano, Via De Amicis
45, statura 1,72, capelli scuri, occhi chiari, nubile, fotografa,
documenta la Carta di Identità, abita al sesto piano, in casa Crepax. Con
lei viviamo la Milano degli anni ‘60, ’70 e ’80, la moda, il design.
Entriamo nelle stanze della sua casa, nel suo studio fotografico e nello
studio di Guido, quello vero, ne La curva di Lesmo dove Valentina è nata,
nel 1965, dalla mano felice restituita al fumetto grazie alla rivista
Linus, generata dal volto dolcissimo di Lulù, Louise Brooks, divina
bellezza che non teme rivale parola, sublime passione mai incontrata, qui
testimoniata dal famoso carteggio. Il celebre caschetto nero dal look
moderno e grintoso, icona della città che muta nel tempo, veste le mise di
Luisa Crepax. Il suo bambino condivide i giochi di Caterina, Antonio e
Giacomo. La fiammante Giulietta Sprint di famiglia parcheggiata proprio
qui è la sua prima auto. Cullati dalla voce suadente di Chet Baker in My
funny Valentine ci lasciamo immergere nel suggestivo viaggio multimediale
che ci assorbe e ci affascina, abbagliati dai bianchi assoluti e attirati
nei profondi neri di china, ascoltando suoni e voci. “…sono un viaggiatore
immobile”. Sempre intento a disegnare, ricorda ancora Caterina, sempre a
casa, nello studio sempre aperto al vocio dei bambini, che hanno imparato
a disegnare osservando quel padre atipico.
Valentina invece viaggia. E con lei Guido, nella città reale e immaginata,
consegnando e anticipando al tempo stesso l’immagine che Milano vuole dare
di sé al mondo. Scandagliando gli anditi reconditi del sogno, le pulsioni
sotterranee dell’erotismo e del terrore. Fantasticando negli infiniti
spazi della fantascienza.
Rivediamo in una testimonianza video l’anziana e ancor bella Louise Brooks.
Ricorda le lettere. “Ti amo” dice a Guido attraverso lo schermo.
Ma c’è ancora tempo per i giochi. L’ultima stanza è un coup de théâtre. Un
giovane Claudio Abbado affronta Guido, serissimo, in una battaglia a
soldatini. Equipaggiatissimi combattenti di carta, disegnati e colorati
con amorevole precisione fronte e retro e incollati su piedistalli di
balsa. Il più bello tra i “giochi di società” creati da Guido,
appassionato di storia e di estetica delle battaglie, “una mania” che a
Milano, testimonia Marisa Rusconi in un testo del 1968 in Catalogo, aveva
contagiato “almeno tre grossi clan di giocatori da salotto”, uno dei quali
faceva capo a Crepax.
E’ l’eredità affettiva più cara lasciata da Guido che ci trascina via,
travolti nel polveroso tumulto della carica di cavalleria, negli occhi
umidi le sequenze della gloriosa armata di Ejzenštejn.
GUIDO CREPAX
Valentina, la forma del tempo
Triennale Bovisa, Via Lambruschini, 31 – Milano
21 settembre 2008 – 1 febbraio 2009
da martedì a domenica, ore11 – 23
Catalogo a cura di Caterina Crepax e Massimo Gallerani 2008
Carlo Cambi Editore
Barbara
Silvia Ramponi