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ideabiografica.com - rivista on line - Registrazione Tribunale Milano n. 148 del 14 marzo 2007 direttore responsabile: Andrea Di Cesare |
GIORGIO SOAVI “GUARDANDO” ritratti di pittori Einaudi, 1991 E’ uno di
quei libri che si leggono e si rileggono negli anni. Scritto e pubblicato
in anni in cui - anche - le grandi case editrici facevano ancora della
vera diffusione culturale, in quanto il virus malefico che poi le
alletterà – quello della logica del marketing editoriale volto a
promulgare, distribuire, buttare a rotta di collo sul mercato in maniera
talora sconsiderata c.d. “prodotti editoriali”, e non “libri” – non si
diffonderà che alcuni anni dopo, soprattutto a seguito di alcune opere –
non posso citarne i titoli in quanto potrei incorrere nel reato di
diffamazione! – di autori che iniziarono una nuova moda,
determinando la china discendente dell’editoria italiana. “Guardando”
– veniamo dunque a parlare di questo bellissimo “libro” – è un testo fuori
moda. Oggi, se il manoscritto pervenisse in qualche ufficio redazionale,
probabilmente non verrebbe nemmeno letto e verrebbe subito cestinato. Il
destino di “Guardando” è invece quello – giustamente – di un bel
manoscritto arrivato negli uffici editoriali in cerca di pubblicazione
prima che il declino del gusto editoriale giungesse ai - catastrofici -
esiti odierni. Così, si è salvato dalla centinatura e - oggi - noi amanti
della buona scrittura ne possiamo ancora godere, magari reggendone in mano
una copia gualcita, stropicciata, macchiata di caffè, con una di quelle
copertine - gradevoli e discrete - che non facevano sembrare i libri delle
“puttane” alla disperata ricerca di un – improbabile – cliente in tempi di
recessione. Ritratti,
ritratti scritti. Scritti dalla mano di un sensibile amante dell’arte, ma
anche amico dei pittori. Amico nel vero senso del termine. Non
profittatore alla ricerca del facile affare, dell’investimento da mettere
in banca, magari facendo leva sull’amicizia con l’artista. Ma vero amico.
Discreto osservatore del lavoro del pittore. A volte sostegno morale.
Così, Giorgio Soavi, col suo tocco di pennello leggero, ritrae – tra gli
altri – Alberto Giacometti in un capolavoro di scrittura
narrativo-biografica, in un viaggio da Milano a Stampa, in Val Bregaglia
(Svizzera), alle porte con la Valtellina. In un freddo inverno. In
macchina. Con la sciarpa, la pianura innevata fuori dai finestrini, dai
quali entrano spifferi gelidi. Giacometti fuma, legge, non finisce mai i
suoi libri. E - così come non finisce mai i suoi libri - non smette mai di
incidere, scavare, butterate teste d’argilla, nel vano – e noi diremo:
“per fortuna vano” – tentativo di fare una testa naturalistica. Disperato
artista. Autocritico sino alla autoflagellazione. A leggerlo viene da
piangere. Quale modestia. Quale umiltà. Quale follia. Amico, si
diceva, dei pittori, e non critico. Giorgio Soavi lascia volentieri da
parte la critica, la storia dell’arte, l’accademia. E si approssima alle
vite dei pittori come un ospite, un silenzioso compagno d’avventura. Non
giudica. Non esprime concetti estetici. Ma solo umani. Troppo umani. Andrea
Di Cesare
© Andrea Di
Cesare, 2008