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Andrea Di Cesare

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GIANNA SCHELOTTO

“UOMINI ALTROVE”

  

“Altrove” rispetto a chi, a cosa? Essere altrove come condizione di non essere nella relazione. Nel presente. Nel qui e ora. Quelli descritti da Gianna Schelotto, sono uomini proiettati in una dimensione inautentica del loro essere. O in avanti, troppo avanti rispetto a un presente che fuggono in sovraeccitata rincorsa di una meta sognata, o intrappolati in un passato aggrovigliato. Uomini che non hanno un presente, perché lo fuggono, e il presente, il più delle volte, ha le sembianze di una moglie senza più attrattive, di una prole che succhia troppe energie e fa sentire vecchi. Così, questi uomini proiettati altrove, svicolano, cercano scappatoie da un tran tran di coppia che li ha esauriti, appiattiti. Alle loro spalle, ci sono donne offese, o semplicemente allibite, di fronte alle regressioni giovanilistiche di mariti che stentano a riconoscere. Il ritratto dell’uomo odierno che ne scaturisce, è di un uomo disorientato, alle prese con la paura della morte, dell’invecchiamento, forse un tempo paure più femminili, insieme a quello di mogli che spesso sanno trovare soluzioni creative, inaspettate, che sanno gettarsi alle spalle l’offesa, e tirare avanti brillantemente. La casistica clinica del libro è resa in una serie di racconti dall’approccio prettamente narrativo, storie di vite comuni, di donne e uomini così comuni da sembrare i vicini della porta accanto. Il merito del libro, sta proprio in questa antieroicità dei suoi personaggi, esseri umani, metropolitani, alle prese con i demoni dell’insoddisfazione, della competizione, della gelosia, della paura d’invecchiare e di non piacere più, paure così comuni da potervici ritrovare un po’ tutti, chi più, chi meno. Siamo tutti un po’ altrove.

 

Andrea Di Cesare

 © Andrea Di Cesare, 2010

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