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Gesualdo Bufalino, Calende greche Bompiani, pp. 231 recensione apparsa sul quattordicinale Benevento diretto da Achille Biele Gesualdo Bufalino (1920-1996) nato a Comiso, in provincia di Ragusa, si avvicina alla letteratura grazie al padre che, nonostante fosse uomo di umile condizione, nutriva per i libri una vera passione. Le serate, tra padre e figlio, passavano nella consultazione di un vecchio dizionario, o nella affascinata lettura del Guerin Meschino. “Calende greche”, romanzo, biografia, autobiografia, di giorni che mai furono e mai saranno, vede per la prima volta le stampe in edizione privata nel 1990, e successivamente in edizione destinata al grande pubblico. Il romanzo tratta la vita di un uomo, attraverso l’analisi di ventuno momenti, suddivisi in quattro sezioni. In questo lavoro, Bufalino fa un ampio uso dell’apparato autobiografico, tanto da rendere il testo più vicino alla sua storia personale che a un romanzo di pura invenzione. Lunga è la trafila del Bufalino scrittore, iniziata nel 1950 con la prima stesura di “Diceria dell’untore”: alcuni suoi scritti suscitano la curiosità di Elvira Sellerio e Leonardo Sciascia, ma solo nel 1981 Bufalino si decide a estrarre dal cassetto il suo primo romanzo, subito pubblicato da Sellerio, e vincitore, per quell’anno, del Premio Campiello.
ANDREA DI CESARE 31 gennaio 2003 © Andrea Di Cesare, 2003 |