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…ma forse non c’è bisogno d’altro, forse hai capito che ti sono vicina… (Cinzia)
Testo di Claudio Baroni
FOALS
Quando il sottoscritto sente nell’aria, come un predatore la sua preda, “umori” new wave lo sconvolgimento è immaginifico! Suoni destabilizzanti e magnificamente unici nell’attuale panorama musicale pop. “Hummer” rimanda agli antichi sapori stile “Au Pairs”. Ritmiche frenetiche, concepite con sapiente cura dai Foals. Pop band dalle indubbie qualità artistiche. Il tempo dirà se verranno ricordati…
THOMAS LUNCH CD 2006 In un certo senso mi hanno sempre affascinato gli artisti cosiddetti “one man band”. Proprio come l’onesto Thomas Luch che, facendo di ogni necessità virtù: scrive-suona e produce tutte le sue composizioni. Meglio di così si muore, senza nessun rompimento “di palle”. Thomas non deve dipendere da compagni che vogliono imporre drasticamente le proprie idee… Il risultato si chiama “Diagrams Without Instructions”, opera senza infamia e senza particolare lode. Le idee esistono, ma vengono espresse in maniera approssimativa. Generando un rock ispido, qualche volta valido (“Tutor Tots & Robots) altre molto meno.
STORY ONE A mio modesto parere Story One, nonostante una fama ancora in divenire, sono uno fra i gruppi migliori attualmente in circolazione in Uk. “Disposable” è un album maturo, che mette in mostra una band in splendida salute creativa. Story One sono pop al cento per cento. Mi ricordano per la loro sfrontata genuinità i primi Radiohead. Dove il pop melodico “duettava” e “scheggiava” con chitarre fumanti e cattive. Sarebbe opportuno che qualche major si accorgesse del talento espresso, e desse loro un’opportunità di competere sul mercato discografico, in quanto talenti che andrebber protetti e custoditi come animaletti in estinzione. Si ascoltano talmente tanti dischi brutti, che quando ci si “scontra” (“Disposable” per l’appunto) in qualcosa di positivo si fa quasi fatica a credere alle proprie orecchie. Un brano su tutti? “Clementine”, dolce femmina che con le sue labbra rosse ti bacia candidamente in fronte… Nient’altro da scrivere…
THE DISAPPOINTMENTS Sinceramente - nell’anno 2007 - ascoltare ancora dischi come “Reasons To Revolt” (sei pezzi per circa tredici minuti) si rimane leggermente basiti! The Disappointments sono fermi (musicalmente) ad una creatura obsoleta chiamata “punk”. Che attualmente ha perso molto del suo significato sociale. Prodotto, dunque, di ultra-nicchia ed iper-superato.
Claudio Baroni
© Claudio Baroni, 2007 |
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