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Andrea Di Cesare

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FEDERICO DE ROBERTO

recensione apparsa sul quattordicinale Benevento  diretto da Achille Biele

Federico De Robero, di nobile famiglia catanese, è nato a Napoli nel 1861. Tralasciati gli studi scientifici, si dedicò allo studio della letteratura e dei classici. Ebbe come amici e maestri Verga e Capuana. Ottenne il diploma di ragioniere presso un istituto tecnico, ma la sua passione per il latino e la cultura classica ne fece subito uno studioso di queste materie. Visse a Milano, dove collaborò con il <<Corriere della Sera>>. Qui venne a contatto col mondo degli “scapigliati”. La sua raccolta di saggi dal titolo “Arabeschi” tratta scrittori come Zola, Flaubert, Capuana e Matilde Serao.

Sue raccolte di racconti che testimoniano una approfondita ricerca formale rifacentesi a Verga sono:” La sorte” (1887), “Processi verbali” (1890), “Documenti umani” (1888). Del 1894 è la sua opera più famosa e più riuscita: “I Viceré”.

De Roberto aderì al naturalismo, dando ai suoi scritti un esasperato tono freddo e documentario, infarcito però di psicologismo subendo l’influsso di Bourget. 

De Roberto morì a Catania nel 1927.

7 maggio 2004

Andrea Di Cesare

© Andrea Di Cesare, 2004

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