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Andrea Di Cesare

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EX FABRICA

Identità e mutamenti ai confini della metropoli

Silvana Editoriale

Pagg. 191

Euro 25

E’ l’ovvietà, ripeto l’ovvietà (“il dare per scontato tutto o quasi”) la vera Rivoluzione della mente e dello spirito. Una mostra fotografica (denominata Ex Fabrica, tenutasi in quel di Milano presso le Sale Viscontee del Castello Sforzesco dal 14 Giugno al 10 Settembre 2006) che “vomita” immagini che “svuotano” l’ignaro spettatore. In breve, ma non troppo in breve. Tra il 2002 ed il 2006 (quattro anni di ricerche) Tancredi Mangano, Francesco Giusti e Giampietro Agostini hanno scandagliato alcune iper-periferie suburbane di Milano: la Bovisa, Pero, Sesto San Giovanni. La loro arte non si esprime con la musica o con qualche scritto di basso profilo, loro si esprimono tramite la fotografia. Una fotografia illuminata ed allucinata che è forte e deturpata tanto quanto una canzone di Frank Zappa o un racconto di Raymond  Carver. Una fotografia che narra-descrive sottilmente una realtà lacerata dentro, una sotto-cultura dell’abbandono e del dissapore esistenziale. L’esauriente catalogo in mio possesso rimanda quelle immagini forti che avevo ammirato alla mostra. L’inizio spetta a Giampietro Agostini che con il titolo “Cattedrali” racconta un paesaggio di mutante fantascienza metropolitana. Il bianco e nero è il non colore (pre)dominante, cattedrali in un deserto di sofferta insofferenza. Scatti “maleodoranti” di locali dismessi, ex-fabbriche lasciate all’incuria del tempo. Industrie Falck- Magneti Marelli, un tempo vero vanto di Milano: capitale morale e polentona per antonomasia. Tancredi Mangano con “Inabitanti” si spinge ancora più in la nel coacervo del degrado psico-sociale mettendo in luce –con preziosi scatti colorati- vere abitazioni di gente egregiamente “fuori” dalla società che “non-conta” e non smonta mai. E’ Milano-Bovisa, qui vi si rappresenta non baraccopoli (magari!) ma simil-tende (quando va bene!) cenciose-penose (e forse pensose) ma dotate di una fiera signorilità. E badate bene non è solo apparenza… E last but not least “Vietato l’accesso alle persone non autorizzate” a firma Francesco Giusti. Per il sottoscritto è la parte che maggiormente ama, si fa per dire!. Il Giusti ci mostra, finalmente, le persone (quelli “out”), quelli che vivono forse d’espedienti, quelli che vivono non in periferia ma ai margini della stessa, quelli che non possono pensare e decidere, quelli che nonostante tutto cercano di sopravvivere quasi degnamente! Flash “allarmanti”: una donna allo specchio (decisamente fatiscente) che si trucca (pagina 163), un tizio che riposa (?) su di un materasso attorniato da schifezze varie… Uomini, donne, insomma persone con una propria vita; un proprio passato che oltrepassano l’odierna quotidianità (calcio-tv-internet) e “spacciano” il giorno per arrivare alla fine di questo. Magari maleodoranti (e con qualcuno alle spalle con il fiato corto), ma comunque con una propria dignità di esseri umani. Impariamo gente, impariamo.

Claudio Baroni

© Claudio Baroni, 2006

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